I FATTI DEL GIORNO. 1/A EDIZIONE (2): L' ESTERO
I FATTI DEL GIORNO. 1/A EDIZIONE (2): L' ESTERO

BAGHDAD. A POCHE ORE DALLA SCADENZA DELL'ULTIMATUM, E MNTRE FERVONO, ORMAI, I PREPARATIVI DI GUERRA, BAGHDAD CONTINUA AD ALTERNARE MINACCE E SEGNALI CONFORTANTI, SEPPURE AMBIGUI. UN FUNZIONARIO DEL MINISTERO DEGLI ESTERI IRACHENO HA CONFIDATO IERI SERA ALL'INVIATO DELLA RETE TELEVISIVA AMERICANA ''CNN'', MOLTO SEGUITA IN TUTTO IL MONDO, ANCHE A LIVELLO DI GOVERNI, CHE IL NODO PRINCIPALE DELLA CRISI NON E' SUL ''QUANDO'' RITIRARSI, PERCHE' L'IRAQ NON INTENDE FARSI CONDIZIONARE DALL'ULTIMATUM, MA SUL ''COME'' RITIRARSI. UN ALTRO SEGNALE DI SPERANZA GIUNGE DA AMMAN, LA CAPITALE GIORDANA: IL PRESIDENTE AUSTRIACO, WALDHEIM, CHE SI TROVA COLA', HA DETTO CHE IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRACHENO, AZIZ, COL QUALE HA PARLATO PER TELEFONO, GLI HA RIFERITO CHE LA MISSIONE DEL SEGRETARIO DELL'ONU, DE CUELLAR, POTREBBE ANCHE AVERE UN SEGUITO. UN TERZO SEGNALE E' GIUNTO DIRETTAMENTE DA BAGHDAD. SADDAM HUSSEIN AVREBBE INVIATO UN MESSAGGIO AL RE DELL'ARABIA SAUDITA, PER INDURLO A NON SCENDERE IN GUERRA, DICENDOSI DISPONIBILE A OFFRIRE GARANZIE CHE POSSANO RIPORTARE FIDUCIA NEI RAPPORTI TRA I DUE PAESI. ANCORA DALLA CAPITALE GIORDANA, AMMAN, GIUNGE INFINE UN QUARTO SEGNALE: SADDAM HUSSEIN SAREBBE DISPONIBILE AD APRIRE UN NEGOZIATO COMPLETO, MA SOLO DOPO LA SCADENZA DELL'ULTIMATUM.

WASHINGTON. NELLA CAPITALE AMERICANA, SI TENDE A NON DARE CREDITO ALLE VOCI DI DISPONIBILITA' IRACHENE, E NEPPURE A QUELLI CHE APPAIONO GLI ESTREMI TENTATIVI DI MEDIAZIONE ANNUNCIATI DALLA FRANCIA E DALLO YEMEN. MA SUL TENTATIVO FRANCESE NON CI SONO ANCORA CONFERME DA PARIGI. ANCHE ALLA CEE NON SPIRA ARIA DI OTTIMISMO. I MINISTRI DEGLI ESTERI DEI 12 HANNO RINUNCIATO A METTERE IN PIEDI UN ALTRO TENTATIVO DI MEDIAZIONE. INTANTO, A NEW YORK, IL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELL'ONU POTREBBE SEDERE IN PERMANENZA PER TENERE LA SITUAZIONE SOTTO CONTROLLO ED EVITARE, SE POSSIBILE, IL PEGGIO. NELLA RIUNIONE DI QUESTA NOTTE, PEREZ DE CUELLAR HA RIFERITO SUI SUOI FALLITI COLLOQUI CON SADDAM HUSSEIN. LO STESSO DE CUELLAR HA DETTO A UN GIORNALISTA DELLA STAZIONE TELEVISIVA ''NBC'' CHE, FORSE, SADDAM HUSSEIN DOVREBBE CONSULTARE UNO PSICHIATRA.

TUNISI. A PESARE NEGATIVAMENTE SULLA CRISI DEL GOLFO, POTREBBE CONCORRERE ANCHE L'ASSASSINIO, AVVENUTO IERI A TUNISI, DI TRE ESPONENTI DELL'OLP, L'ORGANIZZAZIONE PER LA LIBERAZIONE DELLA PALESTINA. UNA DELLE VITTIME, ABU JIAD, ERA CONSIDERATO IL NUMERO DUE DELLA STESSA ''OLP''. DELLA STRAGE, VENGONO ACCUSATI I SERVIZI SEGRETI ISRAELIANI, CHE AVREBBERO ARMATO LA MANO DELL'ASSASSINO, UNA GUARDIA DEL CORPO DEI TRE, GIA' ARRESTATO. MA ISRAELE HA SECCAMENTE RESPINTO L'ACCUSA.

VILNIUS. SITUAZIONE TRANQUILLA, IN LITUANIA, DOPO I VIOLENTI SCONTRI DI SABATO NOTTE CHE HANNO CAUSATO 14 MORTI E QUASI 200 FERITI. SI CERCA DI CAPIRE CHI HA DATO ALLE TRUPPE SOVIETICHE L'ORDINE DI SPARARE. SULLA VICENDA E' STATA APERTA UN'INCHIESTA, MENTRE CRESCE LA TENSIONE IN LETTONIA, E GORBACIOV HA NEGATO DI AVERE IMPARTITO L'ORDINE DI APRIRE IL FUOCO, PRECISANDO DI AVER APPRESO SOLTANTO IL GIORNO DOPO DEGLI INCIDENTI DI VILNIUS. ANCHE IL GOVERNO TEDESCO, PER BOCCA DEL MINISTRO DEGLI ESTERI, GENSCHER, HA AFFERMATO CHE, SECONDO LE INFORMAZIONI A SUA DISPOSIZIONE, NON E' STATO GORBACIOV A DARE L'ORDINE DI APRIRE IL FUOCO. DURA, COMUNQUE, LA CONDANNA DELLA CEE. IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE, DELORS, HA MINACCIATO CONSEGUENZE SUL SOSTEGNO ECONOMICO DECISO DALLA COMUNITA' A FAVORE DI MOSCA.

MOSCA. L'URSS AVRA' UN NUOVO MINISTRO DEGLI ESTERI. A SOSTITUIRE IL DIMISSIONARIO SHEVARDNADZE, GORBACIOV HA DESIGNATO L'ATTUALE AMBASCIATORE A WASHINGTON, BETSMERTNICK. SE SARA' CONFERMATO DAL SOVIET SUPREMO, BETSMERTNICK AFFIANCHERA' IL NUOVO CAPO DEL GOVERNO SOVIETICO, PAVLOV, CHE HA GIA' OTTENUTO IL PLACET DEL SOVIET. (SEGUE)

(RED/pe/adnkronos)