GOLFO: L'ULTIMO OSTAGGIO HA LASCIATO L'IRAQ
GOLFO: L'ULTIMO OSTAGGIO HA LASCIATO L'IRAQ

Amman, 15 gen -(adnkronos)- Soltanto le preghiere e lo sterminio sistematico di scarafaggi hanno permesso all'ultimo ostaggio occidentale che oggi ha lasciato l'Iraq di sopravvivere e non diventare pazzo. Partire da Baghdad all'ultimo momento, infatti, non e' stata una scelta per Patrick Trigg, ostaggio sui generis, che per ben 120 giorni e' rimasto rinchiuso nelle prigioni irachene.

Trigg e' stato liberato appena in tempo per prendere l'ultimo volo per Amman, grazie agli straordinari sforzi di un avvocato iracheno e al coraggio di un diplomatico inglese, Christopher Segar, l'ultimo rimasto in suolo iracheno espressamente per seguire le sorti dell'ostaggio prigioniero. ''Fino a dieci giorni fa nessuno sapeva che ero qui, mia moglie mi credeva morto. Ero terrorizzato prima di prendere questo aereo - ha confessato Trigg - ero convinto che non ci saremmo tirati fuori''.

Ed era stato proprio il desiderio di tirarsi fuori dall'Iraq, che era costato al 54enne cittadino inglese, felicemente sposato e padre di tre figli, l'arresto, l'interrogatorio e quattro tremendi mesi di confino solitario. Trigg era stato infatti scoperto da una pattuglia irachena mentre, come molti altri subito dopo l'invasione del Kuwait ed il divieto di Saddam Hussein agli stranieri di lasciare l'Iraq, cercava di fuggire dal paese attraversando di nascosto il confine con l'Iran. ''Volevano sapere ogni cosa. Volevano conoscere l'intera storia della mia vita - ha detto Trigg - forse pensavano che fossi una spia. Sapevano tutto di me, ma non mi hanno mai torturato''.

(red/pan/adnkronos)