ETIOPIA: PROFILO DI MENGHISTU (3)
ETIOPIA: PROFILO DI MENGHISTU (3)

(ADNKRONOS) - Assunto il potere nel febbraio del 1977 dopo aver personalmente ucciso il generale Teferi' ed i suoi uomini nel Derg nel corso di una riunione del Comitato, Menghistu deve fronteggiare la rivolta dei marxisti del Partito Rivoluzionario Popolare Etiopico (Eprp), repressa con il ''terrore rosso'' costato oltre 30mila morti. Nell'agosto successivo, scatta l'invasione dell'Ogaden ad opera dell'esercito somalo del presidente Mohammed Siad Barre e Menghistu abbandona gli Stati Uniti per allearsi con l'Unione Sovietica. Il ponte aereo ed i due miliardi di dollari di aiuti militari profusi da Mosca e le capacita' strategiche del generale cubano Arnaldo Ochoa costringono i somali ad abbandonare i territori conquistati nel deserto dell'Ogaden e nell'altopiano etioipico.

Il cinque luglio del 1982 - quattro mesi dopo il lancio il 25 febbraio di una nuova offensiva in Eritrea contro il Fronte Popolare di Liberazione Eritreo (Eplf) - Menghistu ordina al suo esercito ed ai 60mila ''consiglieri'' cubani di compiere una serie di raid in Somalia, inducendo Siad Barre ad allearsi con Washington ed a concedere agli Usa l'uso della base navale di Berbera.

Nell'inverno del 1984-85 scoppia la siccita' in Etiopia e Menghistu introduce la collettivizzazione delle campagne (otto milioni di contadini trasferiti dalle loro terre ed insediati in ''villaggi modello'' dove l'84 per cento del raccolto viene venduto a prezzi fissati dallo stato) ed il trasferimento coatto delle popolazioni (1,5 milioni di tigrini trasferiti nelle giungle e nelle savane dell'Etiopia meridionale ed occidentale). (segue)

(lun/GS/ADNKRONOS)