MICHELANGELO ALL'ASTA: E '''FALSO'' (2)
MICHELANGELO ALL'ASTA: E '''FALSO'' (2)

(ADNKRONOS) - LA STORIA DEL CRISTO CORONATO DI SPINE - DI PROPRIETA' DI UN ARISTOCRATICO SVIZZERO IN UN PRIMO TEMPO CELATO DALLA SIGLA ''S.S.'' - HA UN INTRECCIO ROMANZESCO. LO AVREBBE COMMISSIONATO A MICHELANGELO, NEL 1522, ANTONIO DI BORBONE, RE DI NAVARRA. ALLA MORTE DEL RE, IL FRATELLO CARDINALE IN VATICANO, NE AVREBBE CONFERMATO L'AUTENTICITA' A PIO V.

LA FORTUNA DEL DIPINTO E' DOVUTA AL PRESTIGIO ANCHE DEI SUCCESSIVI PROPRIETARI: ANCORA I BORBONE E POI I MEDICI SINO A VITTORIO EMANUELE III DI SAVOIA IL QUALE - SEMBRA ACCERTATO - LO DONO' NEL 1744 AL CONVENTO DI SAN TOLMEZZO A TORINO. QUESTA DONAZIONE SEMBREREBBE CONFERMARE GLI ATTRIBUTI RELIGIOSI DELL'OPERA MA NON QUELLI ARTISTICI. NEMMENO UN RE REGALA UN AUNTENTICO MICHELANGELO.

COMUNQUE L'OPERA E' TRAFUGATA DAL CONVENTO PER RICOMPARIRE PRESSO LA FAMIGLIA TICINESE ELLE, IGNARA DELLE VICENDE DEL QUADRO. NEL 1926 A.E. CONTADINO-SACRESTANO NE VIENE IN POSSESSO. TRE ANNI DOPO MUSSOLINI INCARICA CIANO DI RECUPERARE IL DIPINTO ED E' MOLTO STRANO CHE NON RAGGIUNGA LO SCOPO, A MENO CHE GLI ESPERTI DEL REGIME NON ABBIANO ACCERTATO L'INAUTENTICITA' DEL ''MICHELANGELO''.

NEL 1943 UN ESPERTO D'ANTIQUARIATO - CHE VIVE IN SVIZZERA, CONVINCE IL CONTADINO-SACRESTANO A RESTAURARE L'OPERA CHE ATTIRA L'ATTENZIONE DEL MERCATO. DUE PASSAGGI DI PROPRIETA' ED INFINE L'''HECCE HOMO'' GIUNGE A GNAESI (NIPOTE DEL MINISTRO SVIZZERO DELLA DIFESA, IN CARICA CIRCA 20 ANI FA). (SEGUE)

(PAL/ZN/ADNKRONOS)