GIUSTIZIA: DIBATTITO AL CSM - MARTELLI (3)
GIUSTIZIA: DIBATTITO AL CSM - MARTELLI (3)

(ADNKRONOS) - ''IL MINISTRO HA PROSEGUITO SOTTOLINEANDO DI VOLER ''EVITARE TENSIONI DI TIPO PARLAMENTARE'' CHE POTREBBERO RENDERE INDEFINITI I TEMPI DELLA RIFORMA DEL CODICE DI PROCEDURA CIVILE. A QUESTO SCOPO HA DICHIARATO DI SENTIRSI ''LE SPALLE LARGHE PER SOPPORTARE IL PESO DI SUGGERIMENTI E DI INTERVENTI, ALCUNI FANTASIOSI E ALTRI SERI'' IN MODO DA PROCEDERE CONCORDEMENTE ALLA MAGISTRATURA NELL'APPLICAZIONE DELLLA RIFORMA.

SECONDO MARTELLI E' GENERALE LA SITUAZIONE DI DIFFICOLTA' DELL'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA POICHE', ''TUTTO RISENTE DI UN CERTO INVECCHIAMENTO NATURALE DELLE ISTITUZIONI E DELLE LORO REGOLE''. SECONDO IL GUARDASIGILLI ''ALLA FINE DELL'800 IN UFFICIO GIUDIZIARIO POTEVA ESSERE DIRETTO DA MAGISTRATI E CANCELLIERI'', MENTRE OGGI ''TALENTI UMANISTICI E ARTIGIANATO IMPIEGATIZIO'' NON BASTANO PIU'.

A QUESTO SCOPO IL MINISTRO, SOTTOLINEANDO LA NECESSITA' DI UN INTERVENTO RADICALE NELL'AMBITO DELLO STESSO PALAZZO DI VIA ARENULA, HA DICHIARATO DI ESSERE INTENZIONATO A PROCEDERE ''A UNA RIFORMA DEL MINISTERO SU CUI CHIEDERO' UNA DELEGA''. SI TRATTA DI UNA INIZIATIVA CONTEMPORANEA A QUELLA DELL'ISTITUZIONE DI UNA DIVERSA MANAGERIALITA' NELLA GESTIONE ORGANIZZATIVA DEGLI UFFICI GIUDIZIARI E DEGLI STESSI UFFICI MINISTERIALI. (SEGUE)

(RED/ZN/ADNKRONOS)