AEREI: SUPERSTITE, SCAMPA DUE VOLTE ALLA MORTE
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AEREI: SUPERSTITE, SCAMPA DUE VOLTE ALLA MORTE

Parigi, 22 gen. - (adnkronos/dpa) - Pierre Lota, manager francese di mezz'eta', e' la prova vivente del detto popolare secondo cui quando non e' suonata l'ora di una persona non puo' succederle nulla. E non dimentichera' mai la data del 20 gennaio 1992, il giorno in cui e' scampato alla morte miracolosamente - non esiste altro avverbio piu' adatto - per ben due volte in tredici ore. Pierre Lota, uno dei nove soli superstiti dell'incidente all'A-320 dell'Air Inter precipitato il 20 sera sul monte Sainte Odile nei pressi di Strasburgo, doveva recarsi a Strasburgo per lavoro e aveva deciso di arrivarci in aereo.

Dalla sua fabbrica di Aix-en-Provence e' partito a bordo della sua vettura sportiva per cercare di arrivare all'aeroporto di Lilla in tempo per prendere l'Air Inter del mattino per Strasburgo. Ma arrivato al casello di uscita dell'autostrada, mentre stava per pagare il pedaggio, e' stato tamponato da un'auto il cui conducente non e' riuscito a frenare e lo ha investito a 140 chilometri orari. Dalla vettura, ridotta ad una fisarmonica, e' uscito completamente illeso e il primo pensiero e' stato quello di correre a telefonare alla moglie per avvertirla dell'accaduto, spiegarle che non avrebbe fatto a tempo a prendere l'aereo del mattino e chiederle di prenotargli un posto su quello della sera.

E' stato cosi' che Pierre Lota e' arrivato, trafelato, al secondo appuntamento con la morte: essendo uno degli ultimi passeggeri, tuttavia, gli e' stato assegnato uno dei posti di coda: proprio quelli in cui sedevano gli unici nove superstiti dell'incidente che alle 19,20 ha ucciso tutte le altre 87 persone, 82 passeggeri e cinque membri dell'equipaggio. E' uscito dall'incidente con una lieve emorragia al naso.

(cab/pan/adnkronos)