COSSIGA: LA LETTERA (13)
COSSIGA: LA LETTERA (13)

(adnkronos) - Ricordo che il mio messaggio al Parlamento sullo stato delle istituzioni e sulle riforme fu accolto con diffidenza ed ostilita' dai maggiori esponenti della Dc: basti leggere su gli atti parlamentari il discorso di ferma, chiara opposizione e contrapposizione della maggior parte degli oratori Dc: tra questi quello emblematico ed esemplare dell'on. Antonio Gava e del senatore Mancino. E come tacere le accuse di ''falsario'' per la esposizione che feci delle cause storiche del modo in cui si era sviluppata la storia politico-istituzionale del nostro Paese rivoltemi dall'on. De Mita; per trovare consenso o apprezzamento alle mie modeste ma coerenti parole non e' certo nelle file parlamentari della Dc che bisogna guardare: sibbene in quelle di altri partiti, vuoi di maggioranza che di opposizione.

E poi si reagisce e si inveisce se io dico -e qui lo riaffermo- che sta sorgendo in Parlamento e nel paese un potente blocco trasversale di conservazione che ha il suo perno politico in parti importanti del Pds e della Dc e che ad esso occorre quindi creare ed opporre un fronte riformatore; si invoca la liberta' di idssenso verso le mie idee: io non mi sono mai sognato di contestarle ad alcuno, che non ne avrei la forza ne' intellettuale, ne' morale ne' politica e lo considererei cosa indegna; ho anzi tollerato puranche la licenza di insinuazione ed infamia nei miei confronti. (segue)

(red/gs/adnkronos)