COSSIGA: LA LETTERA (14)
COSSIGA: LA LETTERA (14)

(adnkronos) - Per me il problema dolorissimo e' ormai di compatibilita' di un dissenso personale e politico con la mia coscienza e la mia dignita'; ma e' anche il problema di un contrasto tra una concezione sempre piu' conservatrice e soprattutto clericale ed una concezione riformatrice, laica e cristiana, di una nuova destra e di una nuova sinistra, nel senso non tanto populista, ma politico, globale, liberal-democratico, europeo del termine!

E molte altre cose potrei dire: ma questo non e' un manifesto politico ma una lettera, aperta e' vero ed indirizzata al direttore di un giornale di partito; ma e' pur sempre solo una lettera e per di piu' ad un vecchio e caro amico quale tu sei e mi auguro sarai sempre.

e comprendendo che fatti e persone mi venivano cacciando dalla dc ed amando ancora questo partito per quello che esso e' stato per il paese ed e' stato per me e per il ricordo di esso che e' ancora nel mio cuore e nelle mie carni, accolsi con gioia e con un senso di liberazione l'idea che al senato, -per sensibilita' istituzionale ed umana di cari amici-, potessi occupare quello che sara' il mio seggio, da cattolico liberale, da cristiano democratico e da riformista libero ed indipendente, senza legami con la Dc ma senza aperta e per me pur sempre dolorosa rottura di separazione da essa; quelli dei dirigenti della Dc che ne avevano autorita' mi hannno rifiutato pervicacemente questa opportunita'; e hanno insistito nel rifiuto pur quando quasi ancosciato mi rivolsi al Segretario del partito: altro umanamente squallido e politicamente miserevole episodio di ingiusto bando o di inutile provocazione. (segue)

(red/gs/adnkronos)