COSSIGA: LA LETTERA (6)
COSSIGA: LA LETTERA (6)

(adnkronos) - Ho reagito perche' altri che avrebbero dovuto farlo non lo hanno fatto alla valanga di contumelie, insinuazioni, attacchi che mi sono stati rovesciati addosso sulle colonne dei quotidiani e sulle patinate pagine di periodici da Feputati e Senatori della Democrazia Cristiana (anche se qualcuno poi, senza smentire il suo dire a chi l'aveva riportato, si premurava di smentirlo con lettere mielate a me indirizzate, ma destinate a rimanere rigorosamente segrete...).

E perche' non ho preteso ''atteggiamenti sereni ed obiettivi'' e cioe' direi giusti in questa occasione, e, non ho chiesto a lei che ''con fermezza si respingessero questi atteggiamenti ingiustificati''?

Perche' essi provenivano tutti, in un ingiusto rigurgito di risentimenti inspiegabili, da altissimi dirigenti, da Deputati, da Senatori, da militanti della Dc e non volevo metterla in imbarazzo: ecco la mia ''espulsione'' o forse anche ''autoespulsione per accettazione'' - silenziosa, (ma non tanto a ben vedere!) dal partito nelle cui fila avevo militato per quarant'anni!

Ricordando l'azione ribalda allora compiuta da alcuni pusillanimi della Dc, concorrendo alla sommamente ingrata ed ingiusta cacciata dalla presidenza della Repubblica di quel vero, sincero, onesto democratico cristiano, di quel grande intellettuale, di quel grande gentiluomo e galantuomo che era, e' stato, e' e sara' Giovanni Leone, mi sono difeso da solo. Ma non ho difeso solo la mia persona, ho difeso quarant'anni di politica democratica dell'Italia, ho difeso la Dc ed i suoi uomini, quando molti di questi per calcolo, per procacciarsi la benevolenza ed il silenzio dell'ex partito comunista, non hanno avuto il coraggio di difendere ne' le forze democratiche, ne' la Dc, ne' la politica nazionale e neanche se stessi! (segue)

(red/gs/adnkronos)