COSSIGA: LA LETTERA (9)
COSSIGA: LA LETTERA (9)

(adnkronos) - E perche' mai? Io non faccio piu' parte della Dc, e non faro' assolutamente piu' parte ne' della sua organizzazione ne' del suo gruppo al Senato, perche' non la comprendo piu' e perche' ne sono stato no tanto piu' silenziosamente espulso. Ma rimango sempre idealmente un cattolico-liberale, e, storicamente un cristiano-democratico che da questa idealita' deriva la sua scelta per una sinistra europea riformatrice, liberal-democratica di ispirazione cristiana, con grande simpatia per il movimento dei lavoratori; ma non posso dimenticare di essermi iscritto in quel partito all'eta' di 15 anni, di aver combattuto in esso mille battaglie di liberta' e di democrazia, di aver da esso ricevuto tutto e di aver ad esso dato tutto quello che ho potuto dare. E perche' mi si offende imputandomi frasi ed intenzioni matricide? Forse perche' altri democratici cristiani hanno tradito e ''scaricato'' i loro compagni di partito e nei fatti hanno tradito gli ideali politici e morali del loro stesso partito?

Il mio pensiero sull'impegno dei cristiani in politica e sulla Dc nell'attuale fase della vita della Nazione italiana e' chiaro e l'ho ripetuto altre volte. Non credo ne' vero, ne' utile, ne' necessario l'impegno incondizionato dei cattolici italiani all'unita' in un solo partito! Non vero, perche' non corrisponde a nessuno dei principi affermati dal Concilio vaticano secondo e nell'ordinario ed anche recente insegnamento della Sede Apostolica; il consiglio basato sull'opportunita' contingente, ancorche' avanzato da autorita' importanti, cui e' dovuta la massima deferenza, ha certamente una grande rilevanza! (segue)

(red/gs/adnkronos)