DISPERSI IN RUSSIA: ALTRA LETTERA DI TOGLIATTI
DISPERSI IN RUSSIA: ALTRA LETTERA DI TOGLIATTI

Roma, 7 feb. -(Adnkronos)- La morte di migliaia di militari italiani prigionieri in URSS e' da addebitare soltanto al fascismo, non ai metodi disumani con i quali i sovietici li trattarono. Per questo, anzi, l'Unione Sovietica e' stata oggetto di una ''vergognosa campagna di menzogne'' e ''di calunnie''. Questa la tesi di Palmiro Togliatti in una lettera scritta il 24 marzo del 1953 a Sam Henry Friedman, un ex partigiano, autore di un libro dal titolo ''Incontri nel tempo con 40 personaggi''.

Uno di questi personaggi era proprio ''il migliore'', che, rispondendo ad una domanda di Friedman sulla questione degli italiani prigionieri in Unione Sovietica gli scrisse una lettera, il cui testo integrale e' riportato nel libro. ''Egregio signor Friedman -scriveva Togliatti- com'Ella sa, ho fatto parte, negli anni 1944-46, di parecchi governi italiani. La questione dei prigionieri e dispersi italiani in Russia venne in questi governi piu' volte considerata e discussa. La conclusione cui si giunse fu, alla fine, che non vi era piu' nulla da fare, perche' i pochi sopravvissuti sarebbero ritornati in Italia e della dolorosa perdita degli altri non si poteva fare altro che constatare come fosse dovuta alla criminalita' del governo fascista, che aveva inviato in Russia un corpo di spedizione in tali condizioni di equipaggiamento che rendevano inevitabile, in caso di sconfitta, quello che e' avvenuto''. (segue)

(Rao/Pan/adnkronos)