CITES: KYOTO - L'AFRICA SI LAMENTA (2)
CITES: KYOTO - L'AFRICA SI LAMENTA (2)

(adnkronos) - Quanto ai paesi africani, hanno messo in chiaro che non solo vogliono piu' voce in capitolo in questioni che li riguardano direttamente, ma chiedono anche che siano presi in esame oltre al valore biologico anche quello di mercato delle specie cosiddette a rischio. Come ha spiegato il ministro dell'ambiente della Namibia, Nico Bessinger, per l'Africa l'elefante non rappresenta un'attrazione esotica per zoo o film ma e' piuttosto un'importante fonte di guadagno e allo stesso tempo una minaccia per i gia' magri raccolti stagionali. ''L'Africa non puo' piu' aspettare. Noi abbiamo bisogno dell'elefante per sopravvivere e nutrire i nostri figli''.

Ancora piu' incisivo il commento del ministro del commercio del Botswana, Ponatshego Kedikilwe: gli occidentali sono piu' interessati a fare del terzo mondo un grande museo di storia naturale che a riempire le pance dei suoi abitanti.

Ma a Kyoto non si discute solo di elefanti: in agenda infatti ci sono una gran quantita' di temi -oltre 150 specie- da affrontare nelle due settimane dei lavori della Cites. Se nei giorni scorsi sono stati tonni e orsi bruni a seminare la discordia, oggi e' stata la volta del leopardo. Quattro paesi africani -Zimbabwe, Malawi, Botswana, Namibia- hanno chiesto la revoca parziale del bando sollevando le proteste della maggior parte dei delegati. Lo Zimbabwe vorrebbe che per ragioni economiche sia riaperta la caccia su almeno un terzo dei suoi 1.500 leopardi. Il ''diktat ecologici'' infatti hanno privato i paesi africani di fonti di guadagno essenziali.

(ROB/as/adnkronos)