DIETA: AL BUIO (2)
DIETA: AL BUIO (2)

(adnkronos) - ''Gli studi condotti finora - ha spiegato all'adnkronos il professor leonardo ancona, direttore dell'istituto di clinica psichiatrica dell'universita' cattolica del sacro cuore di roma - avevano considerato la fototerapia come terapia della depressione. In questo caso, visto che la bulimia viene interpretata come una forma mascherata di depressione, allora la depressione stessa viene ad essere l'elemento di collegamento dello studio canadese, sia con l'inverno, con la diminuzione delle ore di luce, che con la bulimia. E' noto, d'altronde, che nei mesi estivi - ha aggiunto ancona - il caldo, oltre che la luce, fa venire meno appetito''.

Secondo il professor eugenio del toma presidente della societa' italiana di dietologia ''bisogna distinguere la luce ed il buio, il caldo ed il freddo. Quando fa freddo, quindi nei mesi invernali in cui c'e' meno luce, si mangia senz'altro di piu'. Pero' esiste anche la bulimia di gratificazione per cui il soggetto seduto, confinato, mangia per trovare uno sfogo, qulcosa di cui occuparsi. Tipico e' l'esempio di alcune casalinghe, che tra le mura domestiche non fanno altro che mangiare, ingrassando, ma cambiato tipo di vita e attivita', smettono di essere bulimiche. E' il tipo di vita - ha spiegato del toma - che costringe alla bulimia: la noia e l'insoddisfazione la attivano e cosi' potrebbe essere anche per le ore del giorno con poca luce, che limitano l'attivita' e rendono nei soggetti psicologicamente predisposti, piu' facili gli episodi bulimici. Ecco allora che la luce puo' rappresentare la possibilita' di attivita', di svago, di possibilita' ed una delle terapie di questo disturbo''.

(ria/zn/adnkronos)