PASOLINI: PER GIORGIO GALLI FU DELITTO POLITICO
PASOLINI: PER GIORGIO GALLI FU DELITTO POLITICO

Milano, 9 mar. - (adankronos) - ''Si volveva 'dare una lezione' all'uomo che voleva processare la Dc. E gliela si voleva dare in una situazione tale (mentre pagava ragazzini per sodomizzarli) che avrebbe offuscato la sua figura di scrittore moralista''. Ad esprimersi cosi' sulla morte di Pier Paolo pasolini e' il politologo Giorgio Galli, convinto che l'omicidio dello scrittore, nel novembre del 1975, fu effetto di un complotto politico che ando' al di la' delle intenzioni.

''Ritengo che non vi fosse il proposito di ucciderlo, anche per la preoccupazione delle reazioni di una pubblica opinione spostata a sinistra'', specifica Galli nella sua prefazione a ''Omicidio nella persona di Pasolini Pier Paolo'', un volume della 'Kaos edizioni' in uscita in questi giorni che riporta ampi stralci delle sentenze, nei vari gradi, contro Giuseppe Pelosi, il 'ragazzo di vita' omicida reo-confesso di Pasolini. Stralci secondo i quali ''l'imputato non e' credibile'' quanto alle modalita' del delitto.

La presa di posizione di Galli sembra destinata a proseguire la polemica sulla morte di Pasolini riapertasi all'inizio del mese scorso, con le dichiarazioni del poeta Dario Bellezza, amico e sodale di Pasolini. ''Dopo la storia di gladio, sono convinto che Pasolini sia stato ucciso dalla gladio, attraverso la tessitura di un trabocchetto di tipo omosessuale'', aveva dichiarato Bellezza all'organo di 'rifondazione comunista', 'liberazione'. (segue)

(car/zn/adnkronos)