SCIOPERO GIORNALISTI: ANCORA POLEMICHE (3) - RONDONI (TG5)
SCIOPERO GIORNALISTI: ANCORA POLEMICHE (3) - RONDONI (TG5)

(ADNKRONOS) - Di sciopero ''difficile'', ''inizialmente azzardato'', parla Enrico Rondoni, membro del dimissionario cdr di Tg5. ''Una scelta inevitabile, quella delle dimissioni -spiega ancora Rondoni- visto che come cdr abbiamo dovuto tutelare le ragioni dei colleghi che volevano scioperare, senza tuttavia poter trascurare le ragioni di chi non voleva aderire allo sciopero''.

A questo punto quali sono i rapporti fra giornalisti Fininvest e Fnsi? ''Ieri ci sono state incomprensioni e anche strumentalizzazioni. Allo stato attuale definirei i nostri rapporti sospesi, in ogni caso l'errore dell'Fnsi e' stato commesso nella fase iniziale dello sciopero, quando ha proclamato lo sciopero senza farci sapere nulla e spiegandoci le ragioni solo in un secondo momento''.

Parlando poi della situazione della Federazione Nazionale della Stampa, Rondoni aggiunge: ''non sono un sindacalista di professione o un politico, ma la situazione dell'Fnsi riflette senza dubbio il marasma che si regsitra in altri settori del nostro Paese. Correnti, giochi che francamente mi sfuggono, un rapporto fra dirigenti del sindacato e colleghi che mi ricorda quello esistente fra segretari di partito e 'peones', cioe' con decisioni prese dall'alto a cui bisogna poi adeguarsi''.

Tornando a parlare dello sciopero, Rondoni conclude: ''Il problema della pubblicita' sollevato dall'Fnsi e' reale, ma non puo' essere soltanto il sindacato a intervenire 'in eslusiva' su questa materia c'e' una legge, esiste un Parlamento e un antitrust. Infine, tengo a precisare che i giornalisti della Fininvest hanno compiuto le loro scelte in perfetta autonomia, non e' giunta nessuna pressione da Berlusconi''.

(red/zn/adnkronos)