L'ITALIA AL CINEMA: CENTO MANIFESTI (1911-1961) IN MOSTRA (2)
L'ITALIA AL CINEMA: CENTO MANIFESTI (1911-1961) IN MOSTRA (2)

(ADNKRONOS)- IL GRANDE DISEGNO ITALIANO CHE AVEVA RESISTITO AD OGNI REGIME, PERSINO ALLA RETORICA UFFICIALE DEL PERIODO FASCISTA, SI BANALIZZA DEFINITIVAMENTE CON I MANIFESTI DEGLI ANNI SESSANTA. MA ALLA PERFEZIONE DI RITRATTISTA DI ALFREDO CAPITANI -CHE NEL 1951 DISEGNA RITA HAYWORTH IN ''GILDA''- IL GROSSO PUBBLICO PREFERISCE L''IPERREALISMO' DI MANNO CHE TRASFORMA LA DOTATA SILVANA MANGANO DI ''RISO AMARO''IN UNA MAGGIORATA FISICA, NASCONDENDONE LA RAFFINATA BELLEZZA.

SONO SCOMPARSI PER SEMPRE SIA GLI SCENARI FIAMMEGGIANTI DI LEOPOLDO METLICOVITZ (PER ''CABIRIA'' DI GABRIELE D'ANNUNZIO), SIA I COLORI DELICATI DI DUDOVICH NEL BEL MANIFESTO DE ''L'UOMO CHE VOGLIO'' (IN CUI JEAN HARLOW IN UN VESTITO TURCHESE ABBRACCIA UN PENSOSO ED IDEALIZZATO CLARK GABLE).

(PAL/AS/ADNKRONOS)