MILANO: D'ALEMA CHIEDE RIFORME
MILANO: D'ALEMA CHIEDE RIFORME

Roma, 23 Giu. (Adnkronos) - ''E' giusto che i magistrati vadano avanti fino in fondo. Chi ha sbagliato deve pagare, ma non possono essere i giudici a trasformare il sistema''. E' quanto afferma il capogruppo comunista Massimo D'Alema in una conversazione riportata dal settimanale ''Il sabato''. Secondo D'Alema non e' questo il compito dei magistrati. ''E' illusorio pensare che la via d'uscita da un sistema in crisi possa essere giudiziaria. Occorrono risposte politiche. Bisogna risanare il sistema, cambiare le regole, rivitalizzare la democrazia. Invece Che pensare alle riforme siamo qui bloccati a discutere ancora se il quadripartito puo' ricostruirsi o meno''.

Secondo D'Alema la debolezza della risposta del ceto politico dominante, dopo che e' saltato il sistema delle tangenti, produce il rischio della paralisi in molti settori della vita pubblica. ''Informatevi di cosa succede nelle amministrazioni comunali: e' tutto bloccato. Nessuno firma niente. Cosi' tra un po' di tempo quando le scuole staranno al freddo perche' non e' stato acquistato il gasolio o le imprese edilizie metteranno in cassaintegrazione o licenzieranno gli operai cosa dira' la gente? Magari gridera' 'aridateci le tangenti'''.

Sempre sul ''Sabato'' viene anche riportata una intervista al segretario del pds di Milano Roberto cappellini arrestato per le accuse mossegli dai suoi stessi compagni di partito. Cappellini spiega come puo' finire in galera uno come lui che comunque sostiene di non aver fatto parte assolutamente del sistema di 'tangentopoli'. Cappellini nel corso dell'intervista riferisce anche suo figlio che quest'anno ha sostenuto gli esami di terza media ha svolto un tema sulle tangenti ai partiti.

(Gug/BB/ADNKRONOS)