G7: LA STORIA (16)
G7: LA STORIA (16)

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HOUSTON (9-10-11 LUGLIO 1990)

E' un vertice di enorme importanza, quello nella citta' texana patria adottiva di George Bush, perche' e' il primo dopo la caduta del muro di Berlino, quello in cui bisogna decidere gli aiuti alle democrazie nascenti dell'est, e soprattutto per l'Unione Sovietica, un aiuto concreto a Mikhail Gorbaciov impegnato in una lotta contro il tempo. Si parla anche di Cina, contro la quale erano state decise sanzioni economiche per la strage della Tienanmen l'anno prima a Parigi. Nonostante le pressioni del Giappone, che vuole riaprire una linea di credito di 810 miliardi di yen (5,5 miliardi di dollari) per Pechino, sulla Cina si approva solo un ''graduale'' allentamento delle sanzioni. Tuttavia viene data luce verde al giappone per il suo piano di crediti a Pechino.

Il comunicato finale e' un miracolo di equilibrismi. Sulla questione degli aiuti all'Urss, un compromesso: si promette apertura e dialogo e anche qui si da' il via ai singoli membri del G7 che vogliano aiutare Mosca. Si promette anche un dialogo dell'Fmi con Mosca e si auspica un programma sul passaggio all'economia di mercato per sbloccare ulteriori aiuti. Ancor piu' sfumato il comunicato per quanto riguarda il tema fondamentale dei sussidi all'agricoltura. Per non far fallire l'Uruguay round si arriva a un compromesso - negoziato da Margaret Thatcher - che parla di sforzi per una graduale eliminazione delle barriere tariffarie. tutti cantano vittoria ma di fatto non sembra ci siano ne' vincitori ne' vinti fra gli Stati Uniti che invocavano l'abolizione e la Cee che resiste. Per il debito, si prende atto della relazione Craxi e si promettono aiuti ai paesi a medio reddito che facciano sforzi di risanamento, mentre si rinnova l'impegno per i poverissimi. (segue)

(cab/as/adnkronos)