G7: LA STORIA (2)
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PORTORICO (27-28 GIUGNO 1976)

Nonostante siano trascorsi soltanto sette mesi dal vertice precedente, il presidente americano Gerald Ford, invita gli altri sei capi di stato ad un incontro da tenersi a pochi chilometri da San Juan di Portorico. Rispetto al vertice di Rambouillet le novita' sono rappresentate dalla ''prima volta'' del canadese Pierre Elliot Trudeau e dalla presenza di James Callaghan che sostituisce Wilson alla guida del governo inglese.

Sotto il profilo dei contenuti, il summit di Portorico non presenta novita' di rilievo rispetto a quello precedente: anche se nei primi mesi del 1976 i maggiori paesi industrializzati sono riusciti a dare segnali di ripresa dopo la recessione dei due anni precedenti, molti problemi restano ancora aperti. Tra questi in primo piano l'inflazione e la disoccupazione, entrambi con tassi preoccupanti.

Cinonostante il vertice si svolge in un clima di cauto ottimismo, come dimostra il comunicato finale in cui si parla di progressi, non solo per determinate nazioni, nella lotta ad inflazione e disopccupazione. In campo monetario viene receopito positiovamente l'accordo del gennaio 1976 in Giamaica. Sul versante commerciale trovano consenso le iniziative antiprotezionistiche adottate col rinnovo del ''trade pledge'' dell'OCSE. Viene cnnfermata la volonta' di chiudere il ''Tokio round'' entro l'anno successivo. (segue)

(red/gs/adnkronos)