MADE IN ITALY: SENZA ''ECOLABEL'' (2)
MADE IN ITALY: SENZA ''ECOLABEL'' (2)

(ADNKRONOS) - Il regolamento stabilisce che la decisione finale sull'assegnazione del ''logo'' spetta ai singoli stati, che dovranno dotarsi di uno speciale organismo, competente su scala nazionale. I produttori o gli importatori che vogliono ottenere l'ecolabel dovranno dunque rivolgersi a questo organismo che avviera' un'istruttoria, verificando se ci sono i requisiti generali e quelli specifici, svolgera' analisi ed esami approfonditi e alla fine inviera' il materiale ad una Commissione ad hoc della Cee proponendo l'assegnazione.

Se la ''pratica'' otterra' l'ok della commissione, il richiedente potra' fregiarsi dell'etichetta verde. Facile dunque intuire il ruolo chiave di questi organismi nazionali. Essi avranno infatti un doppio delicatissimo incarico: fare da interfaccia con i produttori, passando al setaccio tutte le richieste, e allo stesso tempo ''dialogare'' con la Commissione Cee sostenendo a spada tratta i prodotti ''promossi''.

E qui cominciano i guai per l'Italia, perche' a tre mesi dalla pubblicazione del regolamento sulla gazzetta ufficiale non si sa ancor chi sara' l'organismo, ne' tantomeno quale sara' il ministero responsabile della gestione del marchio Cee. (segue)

(ata/as/adnkronos)