MADE IN ITALY: SENZA ''ECOLABEL'' (3)
MADE IN ITALY: SENZA ''ECOLABEL'' (3)

(ADNKRONOS) - Da un lato, c'e' il dicastero dell'ambiente che sostiene la sua competenza ''naturale'' in materia, sulla scia di quello che sta avvenendo anche negli altri paesi europei. Dall'altra, c'e' il minstero dell'Industria, responsabile della concessione dei marchi e dei brevetti e assai poco disposto a rinunciare ad una sua competenza ''storica''. e poi c'e' la confindustria che rivendica un ruolo nella vicenda e che sta elaborando una sua proposta.

C'e' da aggiungere che in seno allo stesso ministero dell'ambiente non tutti la pensano allo stesso modo. la Direzione via ha preparato uno schema di proposta che prevede la creazione di un ''ufficio per il marchio di qualita' ecologica'' e di una ''commissione per la valutazione della sussistenza dei requisiti nei prodotti''. si tratta di un organo consultivo il quale, si legge nella bozza, ''compete l'emanazione del definitivo vincolante parere sulla base delle risultanze istruttorie di ammissibilita' del prodotto all'utilizzazione del marchio''.

all'Ufficio per il marchio di qualita' ecologica dovrebbero invece rivolgersi produttori e importatori: ''L'ufficio - recita ancora il testo - valuta le proprieta' ecologiche di ciascun prodotto in rapporto ai principi del regolamento comunitario ed all'istruttoria disposta ai sensi del presente regolamento, e dispone d'ufficio, ove non abbia provveduto il chiedente, l'acquisizione della certificazione e ella documentazione necessarie all'istruttoria''. (segue)

(ata/as/adnkronos)