FONDAMENTALISMO: IMBABA,''SANTUARIO'' DEL TERRORE (2)
FONDAMENTALISMO: IMBABA,''SANTUARIO'' DEL TERRORE (2)

(ADNKRONOS) - Ha un capo, ''emiro'', cioe' ''principe'' per ogni ''distaccamento'' secondo i principi stabiliti dal profeta, che amava ripetere che quando tre musulmani percorrono la stessa strada devono darsi un comandante. Quello del Cairo e' un giovane ventinovenne, di grande cultura, laureato in agraria, disoccupato che risponde al nome di Mohammed Gayid e che dice di essere stato investito del ruolo di guida dell' ''associazione'' cairota direttamente da Aheykh Omar Abdul Rahman, l'uomo che firmo' l'editto di morte contro Sadat e che ora, cieco e ormai vecchio, vive a New York.

Il ''Terrore islamico'' ha ramificazioni in tutto il paese. Ma a costituire la trama coesiva della rete ormai fittissima che l'organizzazione ha creato in Egitto sono appunto gli ''emiri''. I contatti tra i diversi gruppi possono passare soltanto attraverso di loro. E sono soltanto loro ad avere potere decisionale.

I ''santuari'', veri e propri ''dominions'', soggetti alla autorita' ''assolutistica'' dei ''principi'', sono inaccessibili, capillarmente protetti da una sorta di ''polizia'', costituita da ''compagni'', funzionari volontari, al secondo posto dopo gli ''assistenti'', alla base del potere piramidale dell'organizzazione. Un gradino sopra di loro, ci sono gli attivisti, che lavorano a tempo pieno per la causa percependo uno stipendio fisso. Quindi gli imam, e gli emiri. (segue)

(iac/as/adnkronos)