BORSELLINO: SUPERPENTITO CALCARA - ''COSA NOSTRA COLPIRA'''
BORSELLINO: SUPERPENTITO CALCARA - ''COSA NOSTRA COLPIRA'''

roma, 27 lug - (adnkronos) - ''chiunque tocchi cosa nostra e' un uomo morto, e in questo momento l'organizzazione puo' colpire dappertutto, non e' piu' indispensabile uccidere in sicilia. se adesso, dopo l'omicidio di borsellino, lo stato rispondera', cosa nostra colpira'''. lo afferma il superpentito vincenzo calcara, in un'intervista esclusiva a ''famiglia cristiana'' in edicola questa settimana, rispondendo alla domanda se anche i giudici sull'inchiesta sulle tangenti a milano siano in pericolo.

calcara rivela che gia' alla fine dello scorso anno la sua ''famiglia'' aveva preparato un'autobomba per il giudice borsellino, ma poi la ''cupola'' di cosa nostra decise che prima doveva essere ucciso falcone. l'ultima volta il pentito incontro' borsellino il 3 luglio: ''mi disse tutto contento - spiega calcara - che c'erano due nuovi collaboratori, ma lui non e' morto per questi, lui aveva gia' scoperto tutto e doveva morire perche' ogni giorno andava sempre piu' avanti''.

in un incontro calcara chiese a borsellino se non avesse paura: ''e' bello morire per cio' in cui si crede - rispose il giudice - chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola''. calcara spiega che ''borsellino aveva capito gli intrecci tra alcuni settori della massoneria e il vertice della 'cupola'. il pentito conferma le connessioni tra mafia e politica e tra mafia e alcuni esponenti della magistratura. ''contro la mafia - aggiunge - bisognerebbe usare dei sistemi non perfettamente legali''.

(red/zn/adnkronos)