I FATTI DEL GIORNO. 1/A EDIZIONE (3): L'INTERNO
I FATTI DEL GIORNO. 1/A EDIZIONE (3): L'INTERNO

Roma. Il governo e le parti sociali riprenderanno ai primi di settembre il confronto per la riforma del sistema contrattuale che secondo l'accordo sul costo del lavoro, dovra' concludersi entro il 15 settembre. Intanto il presidente della Repubblica ha espresso il suo apprezzamento per l'impegno del presidente del Consiglio Amato e dei ministri economici nel varo dell'accordo sul costo del lavoro. Scalfaro che ha ricevuto Amato, reviglio, Barucci e Goria, ha rilevato l'apporto dei sindacati che rappresentano la parte alla quale viene richiesto un maggior sacrificio. Scalfaro ha auspicato inoltre che i necessari pesi siano equamente distribuiti affinche' il senso di giustizia dia forza all'accordo.

Roma. nella cgil la battaglia continua senza tregua. Aumentano le prese di posizione dei consigli di fabbrica e di organismi ragionali contro la firma dell'intesa raggiunta sul costo del lavoro. Altrettanto numerose, comunque sono state le attestazioni di stima e solidarieta' espresse al segretario dimissionario Bruno Trentin. A fine mese sara' convocato il Comitato direttivo dell'organizzazione.

Roma. Settimana decisiva per l'approvazione del decreto antimafia. Oggi la Camera dovrebbe convertire in legge il decreto Scotti-Martelli, completo degli emendamenti dettati dopo l'emergenza del dopo borsellino e gia' accolto dal Senato. Il decreto entro venerdi passera' al senato per l'approvazione definitiva. Cosi' sara' potenziata la Dia, direzione investigativa antimafia, che potra' eseguire intercettazioni. Inoltre sono previsti il rafforzamento dei poteri del superprocuratore e una maggiore protezione per i pentiti.Infine un'altra novita': scompare la figura dell'Alto Commissario Antimafia.

Roma. Il ministro di Grazia e Giustizia Martelli ha espresso riserve sull'uso dell'esercito in Sicilia. ''Credo che sia preferibile usare reparti specializzati e carabinieri piuttosto che soldati di leva''. Il ministro della difesa Ando' invece ha difeso le ragioni della sua scelta citando il 'nuovo modello di difesa'.

Roma. proseguono stamane i lavori del consiglio nazionale Dc. Forlani, che ha presentato e ritirato le dimissioni, ha confermato ieri che restera', ma solo se gli saranno assicurati pieni poteri:'' Non voglio essere un segretario dimezzato''. Subito dopo ha preso la parola Scotti, che ha lanciato un appello alla rivolta contro l'attuale gruppo dirigente. L'ex ministro degli esteri, spiegando i retroscena della sua decisione di dimettersi dal governo ha chiamato in cauda Gava:'' Mi aveva promesso che Forlani se ne sarebbe andato''. Scoppia intanto il caso segni: pur non essendo del Consiglio Nazionale ha chiesto di poter parlare delle riforme e della sua esclusione dalla Commissione bicamerale, ma non ha avuto ancora una risposta.

Roma. La Banca d'Italia ha abbassato ieri sera il tasso di sconto di mezzo punto dal 13,75 al 13,25 per cento. E' un segnale di fiducia dopo che i mercati valutari e finanziari avevano accolto con entusiasmo l'accordo sul costo del lavoro. La borsa ha avuto un rialzo del 4 per cento. Il marco e' sceso sotto le 755 lire mentre il dollaro e' a 1.118 lire. I tassi di interesse sul mercato sono scesi dal 18 al 15,70 per cento. (segue)

(red/gs/adnkronos)