MARYLIN: TRENT'ANNI DOPO (2) - MAGLI, ZEFFIRELLI, BEVILACQUA
MARYLIN: TRENT'ANNI DOPO (2) - MAGLI, ZEFFIRELLI, BEVILACQUA

(ADNKRONOS) - IDA MAGLI: ''il mito della monroe risiede nel fatto che ha rappresentato un personaggio femminile ambiguo e, quindi, difficilmente assimilabile ai canoni tradizionali. la sua morte misteriosa viene percepita dall'opinione pubblica come un destino: se non fosse scomparsa in quel modo, il suo ruolo non sarebbe stato ripensato. considerata in vita bella, bionda e cretina, solo la morte l'ha rivelata una bravissima attrice. sul piano sociale, devo rilevare che in italia il permanere del successo di marylin dimostra che ancora non esiste, nonostante le battaglie portate avanti dal movimento femminista, un'immagine di donna realista e onnivalente''.

FRANCO ZEFFIRELLI: ''cosa rimane del mito di marylin? un grande vuoto, perche' nessun altra attrice e' riuscita a prendere il suo posto. in realta' e' la pochezza delle altre ad esaltare le doti di colei che e' diventata un mito: sono passati trent'anni dalla sua morte, ma nessuno si e' avvicinato alla sua grandezza. marylin e' come elvis presley: e' un simbolo perche' ha folgorato una generazione''.

ALBERTO BEVILACQUA: ''e' un mito tragico tipicamente cinematografico: marylin monroe rappresenta un contrasto tra l'euforia vitale del mondo dello spettacolo ed una miseria privata terribile. era un involucro di grazia con dentro un cancro di dramma, un esempio seducente di disperazione assoluta''.

(red/pan/adnkronos)