CGIL: LA RIVOLTA PARTE DALLE FABBRICHE DEL NORD
CGIL: LA RIVOLTA PARTE DALLE FABBRICHE DEL NORD

roma, 5 ago.(adnkronos) - nella base della cgil cresce la rivolta contro l'accordo sul costo del lavoro. la confederazione sta con il fiato sospeso, in attesa del direttivo di settembre che si presenta come una difficilissima resa dei conti. e a venti giorni dal ''d-day'', una definitiva spaccatura della maggiore organizzazione sindacale appare percentualmente molto probabile. la speranza che aleggia nei corridoi semideserti del palazzo di corso italia e' che in questo breve lasso di tempo tra i ''ribelli'' prevalga la ragione. ma e' una speranza sempre piu' fievole, mentre piu' concreto si fa invece il rischio che il direttivo debba prendere atto dell'irrimediabilita' della frattura tra i sostenitori di trentin e dell'accordo sul costo del lavoro e gli ''altri''.

il via alle ostilita' verso la segreteria nazionale giunge dalla ''base'' concentrata nelle fabbriche del nord, che costituiscono il piu' delicato punto di crisi della cgil post - trentin. il nodo principale dello scontento non e' tanto la scomparsa della scala mobile quanto il blocco della contrattazione aziendale. e infatti, con le fabbriche, sono insorte le aree del quadrilatero industriale: i regionali di piemonte, emilia romagna, lombardia, veneto, ma anche toscana e sardegna, si stavano attrezzando da tempo per varare una vasta campagna di contratti integrativi che adesso, in seguito al protocollo amato, resteranno congelati nel cassetto fino al 1994. (segue)

(nnz/pe/adnkronos)