COSTO LAVORO: CONFARTIGIANATO CONFERMA IL 'NO' ALL'ACCORDO
COSTO LAVORO: CONFARTIGIANATO CONFERMA IL 'NO' ALL'ACCORDO

Roma, 5 ago. -(Adnkronos)- La Confartigianato ribadisce di non poter sottoscrivere ne' l'accordo sul costo del lavoro siglato tra Governo, Confindustria e Sindacati il 31 luglio scorso, ne' quello interconfederale, sottoscritto lunedi' dalle altre associazioni degli artigiani (Cna, Casa e Claai) insieme a Cgil, Cisl e Uil. Lo ha confermato oggi il presidente della Confartigianato, Ivano Spalanzani, nel corso di una conferenza stampa in cui sono state espresse le motivazioni del dissenso.

Al ministro del Lavoro, Nino Cristofori, che aveva invitato la Confartigianato a firmare, e' stato dato appuntamento al 2 settembre, quando cioe' si riunira' il Consiglio Generale e si prenderanno decisioni definitive. Nel frattempo, si osservano le mosse della controparte, o meglio ''si attende - ha sottolineato Spalanzani - che il governo approfondisca quei passi oscuri e sibillini dell'intesa sulla politica dei redditi'', che preoccupano il mondo artigianale. Pur ''condividendo sostanzialmente l'impostazione della politica dei redditi e della lotta all'inflazione espressa dal Governo - ha detto Spalanzani - la Confartigianato si oppone alla politica tributaria e sanitaria che penalizza in modo particolare il mondo delle piccole imprese e il lavoro autonomo, cioe' chi gia' paga ed e' in regola con il fisco''.

Nel mirino della Confartigianato vi sono, infatti, due passi del Protocollo di Palazzo Chigi, che esprimono l'uno ''la rimodulazione delle discipline tributarie delle piccole imprese e del lavoro autonomo, in un quadro di piu' adeguati livelli di imposizione'', al fine di far fronte all'evasione fiscale; l'altro indicante ''l'armonizzazione delle aliquote'' del sistema contributivo sanitario. Da cio', a giudizio di Spalanzani, si evincerebbe ''un programmato aumento della imposizione a carico delle categorie artigianali'' e relativamente alla tassa sulla salute, ''il carico impositivo verra' portato per tutte le componenti sociali allo stesso livello, mantenendo ai soli lavoratori dipendenti quelle garanzie finora concesse, ma giustificate proprio dai maggiori oneri che gravano loro''. (segue)

(red/as/adnkronos)