BOSNIA: CAMPI, CONFERME DAL ''NEWSDAY'' (2)
BOSNIA: CAMPI, CONFERME DAL ''NEWSDAY'' (2)

(adnkronos) - A maggio Hujka e' stato rinchiuso in un magazzino, sepolto dodici giorni in uno spazio talmente ristretto da obbligare i prigionieri a stare sempre in piedi. E' stato a Omarska nello stesso periodo in cui nel campo era rinchiuso un altro sopravvissuto, ''Meho'', la cui testimonianza era stata resa pubblica dal quotidiano nella sua edizione di domenica.

I racconti dei due superstiti concordano sul fatto che al momento della comune prigionia i detenuti nel campo erano ottomila, molti dei quali, ma non tutti, uomini. Secondo le autorita' bosniache, ora a Omarska sarebbero rinchiusi 11mila prigionieri. Meho era chiuso in una sorta di gabbia metallica, parte di un montacarichi, in quella che un tempo era una miniera. Tutti i prigionieri, tanto quelli chiusi nel magazzino, quanto quelli rinchiusi nella gabbia, soffrivano di malnutrizione: ricevevano ''una sottile fetta di pane ogni 24 ore''.

Oltre a questi racconti, dalle testimonianze sono emersi nuovi dettagli su ''un enorme pozzo aperto'', eletto anch'esso a ''baracca per prigionieri''. Stremati e denutriti, i prigionieri venivano costretti ad arrampicarsi con le sole forze rimaste loro su per il pozzo, profondo trenta metri. Lo ha raccontato Fahrudin Ganic, 30 anni, membro delle forze di difesa musulmane, citando il racconto di un ragazzo quindicenne, un musulmano costretto a stare nel pozzo per piu' di una settimana a meta' giugno.

Quando pioveva, i prigionieri erano costretti a stare nel fango, privi di qualsiasi riparo. Ovviamente niente bagni, niente letti: solo poco spazio, all'aperto, per sopravvivere - in piedi o accovacciati - tra i propri rifiuti.

(cin/pan/adnkronos)