SOMALIA: E L'ONU INTERROMPE GLI AIUTI
SOMALIA: E L'ONU INTERROMPE GLI AIUTI

Mogadiscio, 5 ago. -(adnkronos)- Proprio mentre il mondo torna a ricordarsi della Somalia - dove secondo l'organizzazione umanitaria francese ''Medecins Sans Frontieres'' (Msf), sono prossime alla morte per fame 1,5 milioni di persone, quasi un quarto della popolazione - le Nazioni Unite interrompono l'invio degli aiuti umanitari nella devastata ex colonia italiana del Corno d'Africa. L'inviato dell'Onu per la Somalia, l'algerino David Bassiouni, ha sospeso per un mese l'invio di aiuti a Mogadiscio causa la ''completa assenza di garanzie di sicurezza nel porto'', sistematicamente saccheggiato dalle fazioni rivali che si contendono da novembre il controllo della capitale (gli Hawiye della cabila Abgal del ''presidente'' Ali Mahdi Muhammad e gli Hawiye del clan Haberghebir del generale Mohammed Farah Aidid).

La Somalia riceve gia' meno della meta' delle 70mila tonnellate al mese di generi alimentari che sarebbero necessarie per tener in vita i sette milioni di abitanti, 350mila dei quali sopravvivono a Mogadiscio unicamente in virtu' degli aiuti internazionali. Da maggio, l'Onu ha inviato nel paese solo 22mila delle 64mila tonnellate di cibo previste, cui si aggiungono le 70mila tonnellate di generi alimentari portate dalla Croce Rossa. Un carico di 10mila tonnellate destinato alla citta' di Baidoa e' bloccato nella capitale causa l'indisponibilita' del Programma Alimentare Mondiale (Pam) dell'Onu a pagare i 120 dollari per tonnellata chiesti per il trasporto. Da Roma, il presidente della sezione italiana dell'Unicef (Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia), Arnoldo Farina, ha denunciato che 2,7 dei 3,6 milioni di bambini somali fino ai 15 anni di eta' moriranno di fame o malattia entro i prossimi tre mesi.

(lun/pan/adnkronos)