TASSE: L'ADOC FA I CONTI
TASSE: L'ADOC FA I CONTI

Roma, 22 ago. (adnkronos) - Il consumatore italiano paghera' per il '92, cioe' con effetto retroattivo, mediamente oltre 100 mila lire solo per bolli e tasse di concessione governativa. Dopo aver denunciato la farsa dell'imposizione, l'adoc (associazione di difesa dei consumatori) inizia a fare i primi conti. ''i costi -sottolinea l'adoc- aumenteranno certamente nel '93 perche' al costo diretto si aggiungeranno quelli indiretti in quanto chi ne avra' la possibilita' scarichera' sui consumatori la sua quota di tasse.

I cittadini devono sapere -prosegue l'adoc- che per effetto degli aumenti (che vanno da un minimo del 50 per cento ad un massimo del 200 per cento con l'unica eccezione del 25 per cento di aumento per i cacciatori) indiscriminati e pasticciati su tutte le concessioni governative sia di rilascio che di rinnovo si avranno ripercussioni su tutti i luoghi di divertimento dalle sale da ballo ai cinematografi, da gioco e di incontro; tutti i locali pubblici: dagli alberghi ai campeggi; dai bar alle rivendite. Per gli alberghi si avranno ulteriori appensantimenti riguardanti i frigoriferi e i tv sistemati nelle stanze per un maggior confort dei clienti. Tutto il trasporto, passeggeri e merci, e per molti settori produttivi e commerciali o di servizio, basti pensare alle autoscuole e alle scuole private.

Le sorprese maggiori -prosegue l'adoc- i consumatori, le scopriranno quando avranno bisogno di documenti, autentiche, traduzioni di certificati e di ricorrere alla magistratura. Quello che oggi appare come un aumento sopportabile come ad es: il bollo da 10.000 a 15.000 va inteso ed esteso ad ogni ricorso bollato e con ogni probabilita' anche alle tasse comunali sui certificati! Solo per questa parte sara' un 1993 molto amaro, anzi amarissimo in quanto sempre piu' spesso viene richiesta la certificazione in bollo, in barba alla legge sulla autocertificazione, ed ogni cittadino mediamente durante un anno ha bisogno di 5 certificazioni o bollature senza considerare l'enorme ricorso alla magistratura.

(red/gs/adnkronos)