PALESTINESI: SABRA E SHATILA, 10 ANNI FA
PALESTINESI: SABRA E SHATILA, 10 ANNI FA

Londra, 17 - set - (adnkronos) - Dieci anni fa, fra il 15 e il 18 settembre del 1982, 2400 fra inermi vecchi, donne e bambini, furono macellati - nessun altro verbo puo' essere piu' preciso - nei campi profughi di Sabra e Shatila. Se ancora oggi ci si interroga sulle reali responsabilita' di quel massacro - molti credono che ci fosse Israele dietro la facciata della falange armata libanese cui viene generalmente attribuito quell'insulto all'umanita' - le descrizioni di quei terribili giorni sono il miglior tributo possibile alle vittime innocenti, ancora oggi a dieci anni di distanza.

Sulle pagine del Guardian di Londra, il dottor Swee Chai Ang, oggi apprezzato chirurgo ortopedico, allora giovane medico approdato nei campi profughi, proprio in quel periodo in pratica trasferito in Libano a Sabra e Shatila dove erano concentrati centomila profughi palestinesi e libanesi in quei giorni di guerra, ricorda quell'esperienza con parole toccanti. Beirut era allora sotto blocco economico totale dopo l'invasione del Libano da parte di Israele. Una forza multinazionale dell'Onu proteggeva i profughi costretti a fuggire dall'invasione israeliana. Fu proprio all'indomani del loro ritiro a meta' settembre, che avvenne il massacro.

Dopo un periodo di tre settimane di relativa calma, ricorda il medico, la vita sembrava tranquilla, per quanto si possa usare questo termine: tutti gli uomini dell'Olp avevano lasciato il Libano e la tregua dichiarata reggeva. I campi gemelli di Sabra e Shatila erano come formicai, con la gente intenta a ricostruire, gli ospedali pieni di persone con vecchie ferite infette. (segue)

(cab/gs/adnkronos)