CORRUZIONE: IL DECRETO SUL SEQUESTRO DEI BENI
CORRUZIONE: IL DECRETO SUL SEQUESTRO DEI BENI

Roma, 17 set. (adnkronos) - Il decreto legge che introduce il sequestro di beni dei corrotti, approvato oggi dal Governo, prevede dei meccanismi giurisdizionali che colpiscono i ''ritorni' in termini finanziari delle condotte illecite. A pronunciarsi sul sequestro e' il tribunale di prevenzione, su richiesta del pubblico ministero, al quale l'accusa nel procedimento penale ha inviato gli atti necessari; il tribunale, svolte le indagini che ritiene opportune, dispone il sequestro, sempre che ne sussistano le condizioni.

Poiche' la misura cautelare puo' essere pronunciata solo dopo il rinvio a giudizio o la richiesta di giudizio, tra il momento in cui il soggetto e' solo indagato e quello in cui diviene imputato potrebbero essere compiuti atti dispositivi idonei a vanificare gli effetti del futuro sequestro: il decreto legge prevede la revocatoria dell'atto di disposizione se risulta che l'imputato e il terzo lo abbiano realizzato per impedire od ostacolare il sequestro stesso; ossia si prevede una forma preventiva di ulteriore cautela.

Gli effetti del sequestro permangono fino alla sentenza definitiva di condanna; cessano con una sentenza, anche non definitiva, di assoluzione, ma il sequestro puo' essere nuovamente ordinato se nei gradi successivi intervenga condanna. Poiche' sarebbe iniquo congelare a lungo i beni dell'imputato, tenendo conto della durata media dei processi, il decreto legge prevede che in ogni caso la misura cautelare perde efficacia se no ninterviene condanna penale entro due anni in primo grado, ovvero entro tre anni e sei mesi in grado di appello o se entro cinque anni non interviene sentenza definitiva di condanna. (segue)

(red/gs/adnkronos)