MARCIA SU ROMA: A. MUSSOLINI (3) - PLEBE, CARDINI
MARCIA SU ROMA: A. MUSSOLINI (3) - PLEBE, CARDINI

(ADNKRONOS) - per il filosofo Armando Plebe, ex comunista, senatore missino e poi simpatizzante radicale, ''sarebbe meglio non parlare troppo di pericoli autoritari, altrimenti qualcuno potrebbe essere tentato da ritorni al passato''. ''Bisogna distinguere tuttavia -prosegue Plebe- fra svolte autoritarie e fine del sistema dei partiti: l'esigenza di affidare il governo del paese a tecnici competenti non puo' essere liquidata con faciloneria. porre un argine allo strapotere dei partiti non significa affatto ritorno ad un partito unico. Il 28 ottobre '22 e' lontano e il gusto di conquistare il potere in maniera paramilitare non e' piu' presente fra gli italiani''. Armando Plebe non crede ad una marcia di Bossi su Roma, ritenendo che ''il suo scopo attuale sia quello di diventare un po' meno antipATico agli italiani del centro e del sud''.

''vedo tanti pericoli per il nostro paese e fra questi c'e' anche quello di una svolta autoritaria'', afferma lo storico Franco Cardini, che non ha mai nascosto le sue simpatie per le idee della nuova destra. Attenzione, pero', avverte Cardini: ''I regimi autoritari qualche volta costituiscono una terapia, magari sbagliata, inadeguata, per un malato grave. E una simile terapia potrebbe piacere non solo a certi leader politici, ma anche a larghi ceti popolari, tanto che il settantesimo anniversario della marcia su Roma rischia di essere celebrato con una certa sottintesa simpatia''. Anche Cardini ritiene impossibile un paragone fra Mussolini e Bossi: ''la secessione nordista e il ribellismo fiscale non sono idee forti da far scattare una rivoluzione''. (segue)

(red/PE/ADNKRONOS)