PASOLINI: I CRITICI GIUDICANO ''PETROLIO''
PASOLINI: I CRITICI GIUDICANO ''PETROLIO''

ROMA, 28 OTT. -(ADNKRONOS)- ''Interrogarsi sulla opportunita' di pubblicare 'Petrolio' mi pare scaltra ipocrisia''. la sentenza senz'appello e' dell'editore Giulio Eiunadi, che cosi' risponde alle critiche di quanti, in primo luogo Nello Ajello, editorialista della ''Repubblica'', ritengono errata la scelta di aver dato alle stampe l'ultimo romanzo incompiuto di Pier Paolo Pasolini. la pubblicazione di ''Petrolio'' ripropone una vecchia questione da sempre dibattuta dai critici letterari: e' legittimo stampare quel che i cassetti di uno scrittore morto conservano?

''La mia idea e' che sia sempre legittimo, poiche' la conoscenza di un artista e' cosa che va accresciuta comunque'', risponde Enzo Siciliano. ''Accade che i cassetti trasudino di materia inerte, ma in quella materia c'e' sempre motivo di scoprire un dettaglio o la traccia di segni che i lettori, anche i meno attenti, sapranno decifrare. Insomma, di uno scrittore non censurerei nulla, pure quando la sua immagine sembra venire lesa da quanto lui stesso ha scritto ma tralasciato di pubblicare in vita''.

''Quando un autore non lascia detto nulla sull'uso delle sue opere incompiute, si tratta di valutare secondo buon senso'', risponde Grazia Cherchi. ''Non ho ancora letto il romanzo di Pasolini e, quindi, non so se in questo caso si e' proceduto correttamente, ma le polemiche che sono scoppiate dimostrano la necessita' che gli scrittori provvedano, ancor giovani e forti, a lasciare precise disposizioni su cosa fare delle loro opere una volta deceduti''. secondo Cherchi il nome di Pasolini rende di per se' ''l'impresa commerciale'' e il romanzo avra' grande successo di per ''il pettegolezzo'' che sta gia' circondando l'opera. (segue)

(red/PE/ADNKRONOS)