FINLANDIA: NUOVE PROVE COLLUSIONE KEKKONEN-PCUS
FINLANDIA: NUOVE PROVE COLLUSIONE KEKKONEN-PCUS

Helsinki, 29 ott. (adnkronos/dpa) - L'apertura degli archivi sovietici ha rivelato nuove prove sulla collusione dell'ex presidente finlandese Urho Kekkonen, eletto nel 1956 e riconfermato nel 1962 grazie ad una strategia elettorale messa a punto dai sovietici, e il disciolto Pcus, il partito comunista che per 70 anni si e' identificato con l'impero sovietico. Sostenute dalla pubblicazione di ''materiale d'archivio'', le accuse contro Kekkonen, morto nel 1986 all'eta' di 86 anni dopo 26 anni al potere, sono state rilanciate in un convegno ad Helsiki da Anatoli Smirnov, dirigente per anni del ministero degli affari esteri di Mosca.

Le nuove prove consistono innanzitutto di una lettera firmata da Andrei Gromiko al Comitato Centrale del Pcus in cui l'allora ministro degli esteri sovietico afferma la necessita' di limitare le difficolta' poste a Kekkonen dai ''circoli reazionari'' di Helsinki, nonche' di un documento datato gennaio 1962 che prova il finanziamento generoso del Kgb al presidente finlandese per sostenerne la rielezione.

Non solo. Secondo Smirnov, la crisi dell'ottobre 1961, in piena guerra fredda, fra Helsinki e Mosca, quando l'Unione Sovietica accuso' la Finlandia di simpatie per la Nato ed ostilita' verso l'Urss, fu in realta' organizzata col placet dello stesso Kekkonen per preparare un terreno favorevole alla rielezione del presidente. Sull'onda emotiva provocata alla popolazione finlandese dalle accuse sovietice, Kekkonen si reco' a Novosibirsk in Siberia dando la sensazione di ricucire la situazione col leader del Cremlino Nikita Krushchev. ''Torno' in Finlandia come un eroe. Si era invece trattato di una farsa'' ha detto Smirnov. (segue)

(lar/gs/adnkronos)