I FATTI DEL GIORNO. 1/A EDIZIONE (4): LA CRONACA
I FATTI DEL GIORNO. 1/A EDIZIONE (4): LA CRONACA

Roma. Arrestati nella capitale dalla guardia di Finanza, il capogruppo consiliare socialdemocratico del comune, Roberto Cenci, e l'ex deputato del Psi, Nevol Querci, commissario straordinario dell'Inadel. Sono finiti in carcere in merito all'inchiesta sulla vendita di immobili ad enti e amministrazioni pubbliche. E' invece riuscito a fuggire l'avvocato, Alberto Bartolucci, capo dell'ufficio legale dell'Enasarco. Per tutti l'accusa e' di concussione. Il pubblico ministero ha anche sollecitato il rinvio a giudizio per corruzione del direttore della previdenza sociale al ministero del lavoro, Luigi Palmidoro; del direttore generale dell'Inpdai, Francesco calo'; del mediatore d'affari Vincenzo Maresca. I tre avrebbero avuto ruoli decisivi di una tangente di trecento milioni sborzata dal defunto marchese Alessandro Gerini per la cessione di un palazzo alla periferia della capitale.

Roma. Giallo in corte d'Assise a rebibbia, dove e' in corso il processo alla loggia P2 di Licio Gelli, durante l'interrogatorio di Giuseppe Battista, ex segretario particolare dell'ex ministro per il commercio con l'estero, Gaetano Stammati. Solo dopo alcuni accertamenti i giudici si sono resi conto che l'ex ministro e' vivo. L'interrogatorio di Battista, accusato di rivelazione del segreto di Stato per aver passato a Gelli documenti sull'operazione Enipetromin, e' proseguito con i retroscena della vicenda legata al contratto firmato nell'autunno del '79 con gli arabi per la fornitura di petrolio a condizioni vantaggiose.

Roma. Arrestato dai carabinieri, Natale Sansone, ritenuto il numero uno del clan di Lorenzo Nuvoletta. Sansone era ricercato dal 1989, quando era stato intercettato in Belgio mentre cercava di portare in Italia, con lo stesso Nuvoletta ed altri complici, un carico di ottanta chilogrammi di cocaina. In quella occasione era riuscito a fuggire assieme al boss Nuvoletta.

Pesaro. Un'operazione antidroga ha portato all'arresto di 12 persone. Il traffico avveniva tra la Bolivia e il nostro Paese. Secondo l'accusa l'organizzazione e' riuscita a far entrare in Italia, via mare, un carico di quarantacinque chilogrammi di cocaina, per un valore di 20 miliardi di lire.

Roma. ''Il rischio di contrarre la malaria con le trasfusioni e' bassissimo visto che sono stati documentati solo due casi in italia, a Napoli e a Genova''. Lo ha detto all'adnkronos angelo magrini, presidente dell'associazione politrasfusi italiani in merito al caso di malaria scoperto a roma. ''Il rischio - ha aggiunto magrini - e' di 1/100000, quindi bisogna andare cauti, perche' non si puo' creare allarmismo e non si puo' imputare ad una donazione la causa della malaria se non prima che venga documentato dal donatore''. (segue)

(red/gs/adnkronos)