SUPERPROCURA: LE MOTIVAZIONI DELLA COMMISSIONE (3)
SUPERPROCURA: LE MOTIVAZIONI DELLA COMMISSIONE (3)

(ADNKRONOS) - Dopo aver preso in esame le figure degli altri candidati, i due sottolineano ''il profilo di eccezionale rilievo per ricchezza, complessita' ed articolazione, difficolta' e multifunzionalita' delle esperienze investigative in materia di grande criminalita' organizzata, e per livello dei risultati processuali raggiunti''. Fra cui vengono segnalate le ''736 ordinanze di rinivo a giudizio, 284 sentenze di proscioglimento, 8.384 provvedimenti a cognizione sommaria, 163 rogatorie'', su processi svolti a partire da un periodo (7 giugno 1975) ''di ancora generale sottovalutazione del fenomeno della 'ndrangheta''.

Nella motivazione si ricordano i processi, ''moltissimi dei quali contro cosche mafiose per reati associativi, omicidi plurimi, sequestri di persona e le prime indagini mirate alla recisione delle infiltrazioni mafiose nella pubblica amministrazione, alcuni processi significativi fra cui quello ''con F. Macri' piu' otto'', l'ordinanza di rinvio a giudizio ''contro De Stefano piu' 59...'' commentata da Falcone e Turone e molti altri giuristi come esempio di tecnica e di indagine''. Cordova dunque avrebbe ''dimostato una naturale inclinazione, anche per le prporie conotazioni caratteriali'', al ''cordinamento e alla direzione di quell'attivita' di impulso'' che riguarda il ''campo della criminalita' organizzata''.

Secondo Amatucci e Coccia quindi ''la legge sembra insomma tracciare uNa sorta di 'identikit' del dott. Cordova che per conoscenza del fenomeno, dterminazione dell'agire, capacita' di creare rapporti di collaborazione senza riserve, garantisce al massimo livello la funzionalita' di un ufficio'' come quello della superprocura.

(And/GS/Adnkronos)