I FATTI DEL GIORNO. 2/A EDIZIONE (2): L'ESTERO
I FATTI DEL GIORNO. 2/A EDIZIONE (2): L'ESTERO

Caracas. Situazione ancora fluida, ma sostanzialmente piu' calma in Venezuela, all'indomani del fallito colpo di stato i cui autori controllano ancora la base aerea di Maracay, circa 150 chilometri a ovest della capitale, ma hanno dovuto cedere il controllo dell'aeroporto alle forze leali del presidente Carlo Andres Perez. Secondo testimoni oculari non si combatte piu' intorno alla base aerea in mano ai ribelli e fonti attendibili assicurano che il motivo e' da ricercarsi nel fatto che si stanno negoziando i termini della resa con gli insorti. Intanto l'organizzazione degli stati americani ha condannato il golpe esprimendo pieno appoggio al presidente Perez. Il presidente degli Stati Uniti George Bush ha telefonato a Perez dalla sua casa di campagna di Kennebunkport, nel Maine, assicurandogli il suo sostegno.

Sarajevo. I combattimenti tra unita' bosniaco-serbe e quelle musulmane, appoggiate in parte dalle truppe croate, sono continuate nel centro e nel nord della Bosnia. I combattimenti piu' violenti si sono registrati intorno alle citta' di Gradacac, Tuzla e nella regione di Zupanja. Scontri minori a Travnik, Bukojno e Bihac. Continua a crescere, intanto, il numero di persone in fuga dalle zone di guerra. Almeno 300 persone hanno passato stanotte la frontiera bosniaca per rifugiarsi in Croazia.

Washington. Dalla sua residenza di Kennebunkport nel Maine, il presidente americano George Bush si sta mobilitando per organizzare la coalizione militare internazionale che dovra' tentare di salvare il salvabile in Somalia. Dopo aver proposto al segretario generale delle Nazioni Unite, Boutros Ghali, l'invio di 30 mila soldati americani in Somalia per bocca del segretario di Stato Lawrence Eagleburger - proposta che il Consiglio di Sicurezza dell'Onu presieduto dall'ungherese Andre Herdos dovrebbe approvare la prossima settimana - la Casa Bianca sta tentando di ottenere dagli alleati europei un impegno militare che si dovrebbe concretare in un secondo tempo con l'invio di truppe in sostituzione dei soldati americani. Nel frattempo, in attesa della conferma del Palazzo di Vetro, l'intervento militare americano e' praticamente gia' scattato. Una flottiglia di rapido intervento guidata dalla nave d'assalto ''Uss Tripoli'' e' partita dall'isola sull'Oceano Indiano di Diego Garcia con a bordo 1.800 ''Marines''. (segue)

(RED/pe/adnkronos)