LENIN: UNO STAKANOVISTA DELLA SCRITTURA
LENIN: UNO STAKANOVISTA DELLA SCRITTURA

ROMA, 28 NOV. -(ADNKRONOS)- Lenin era uno stakonovista della scrittura. Lo rivela Olga Ulianova, nipote del grande rivoluzionario russo, nel volume ''Mio zio Lenin'' appena pubblicato dalla casa editrice Roberto Napoleone. Durante l'esilio svizzero e francese ''si era imposto un regime severo ed una organizzazione di lavoro veramente scientifica''. Per avere un'idea dei sostenuti ritmi di scrittura di Lenin -racconta Ulianova- ''in tre anni e mezzo di vita a Parigi egli scrisse oltre 500 opere tra saggi, articoli, libri, compendi, senza contare le numerose relazioni tenute in Francia e in altri paesi, le varie conferenze internazionali, le riunioni politiche, il voluminoso carteggio con il partito''.

Olga Ulianova contesta, poi, l'attribuzione a Lenin dell'istituzione dei ''campi di lavoro'', cioe' i gulag. ''Si tratta di una calunnia -sostiene nel libro-, di un'altra volgare invenzione allo scopo di denigrare Vladimir Ilic, di incolparlo di tutte le violazioni della legalita' socialista. I campi di concentramento furono istituiti da Stalin e da Beria. Lenin era contrario al terrore e alle repressioni''.

La nipote di Vladimir Ilic contesta anche l'affermazione di Stalin di ''ritenersi allievo di Lenin: in realta' non lo era. La verita' e che egli aveva abbandonato il leninismo, ne aveva deformato la sostanza''. Se Stalin fosse davvero ''allievo di Lenin, la conclusione sarebbe che tutti i crimini, le repressioni, i campi di concentramento staliniani furono originati da Lenin. Ma questa e' una bugia palese (escl). E' impossibile mettere Stalin accanto a Lenin. Si tratta di una grande impostura''. (segue)

(Pam/as/adnkronos)