OZONO: LO SCONTRO (2) - FONDO INDIPENDENTE?
OZONO: LO SCONTRO (2) - FONDO INDIPENDENTE?

(adnkronos) - I commenti positivi di Corrado Clini, direttore generale del ministero dell'Ambiente e capo della delegazione italiana, sono comunque eloquenti e fanno trasparire il raggiungimento di una sorta di ''pax'': ''L'aver definito date certe per tutte le sostanze - dice Clini - e' un fatto importante. Per quello che riguarda i Cfc, inoltre, c'e' la possibilita' di ridiscuterne presto in sede europea e chiederemo l'anticipo del bando al 1995''.

Se sul punto dell'eliminazione della produzione di Cfc si e' raggiunto quindi un consenso di massima, quello che non si riesce ad ottenere e' una certa configurazione del Fondo che dovrebbe aiutare i paesi meno sviluppati a raggiungere gli standard che i paesi sviluppati hanno deciso di raggiungere. Gli stanziamenti che dovrebbero dare vita al Fondo si aggirano, secondo quanto previsto a Montreal, sui 240 milioni di dollari, peraltro giudicati insufficienti da tutte le associazioni ambientaliste, Greenpeace in testa.

La frattura che si e' verificata sul Fondo e', grosso modo, in questi termini: da una parte, Francia e Gran Bretagna insistono per l'inserimento del Fondo nell'ambito della Banca Mondiale, attraverso il Gef (Global Environment Facility), l'organo che gestisce finanziariamente le strategie mondiali per l'ambiente. Dall'altra, il resto del mondo, paesi non sviluppati in testa, che vuole svincolare il fondo da ogni organismo preesistente. Il motivo e' chiaro, secondo Corrado Clini: legare il Fondo al Gef vorrebbe dire sottostare alle regole della Banca Mondiale, che attribuiscono maggiore influenza ai paesi che versano piu' contributi, mentre il meccanismo previsto dal Protocollo agisce sulla base del principio ''un paese, un voto''. (segue)

(pab/gs/adnkronos)