OZONO: LO SCONTRO E' SUI FINANZIAMENTI
OZONO: LO SCONTRO E' SUI FINANZIAMENTI

Roma, 28 nov. (adnkronos) - Battaglia si annunciava, battaglia fu. L'''aggiornamento'' del protocollo di Montreal per la difesa della fascia di ozono stratosferico ha mostrato uno scenario che da piu' parti si annunciava come scontato. Sulle azioni da intraprendere per la protezione dell'ozono si sono accese, la scorsa settimana al vertice di Copenhagen dei paesi firmatari del Protocollo, una serie di scontri piu' o meno estesi, piu' o meno dettati da interessi particolari. Dei contrasti si occupa lo speciale Adnkronos ''Territorio e Ambiente'' di qusta settimana. I paesi firmatari del Protocollo si sono accapigliati su decine di particolari e sfumature che di fatto si riducono a due grossi nodi: gli esatti termini temporali della riduzione prima e dell'eliminazione poi di Cfc e delle altre sostanze ozonoriduttive (tra cui adesso si conta anche il bromuro di metile usato ampiamente in agricoltura), e la gestione del Fondo Multilaterale ad Interim (Imf) previsto dal Protocollo per il finanziamento dei programmi di riduzione e ''phase out''.

Sul primo punto, con qualche difficolta', si e' raggiunta un'intesa di massima, anche grazie alla forte presa di posizione del direttore esecutivo dell'Unep, Mustafa Tolba. Tolba ha proposto la messa al bando dei Cfc entro il 1996, quattro anni di anticipo sul termine previsto dal Protocollo di Montreal, stimando che l'anticipo potrebbe velocizzare la ricostituzione dello strato di ozono di 10-15 anni. ''In termini di salute umana -ha detto Tolba- cio' significa un milione di casi in meno di tumori alla pelle e circa 350mila casi in meno di cecita' indotta dalla cataratta''. (segue)

(pab/gs/adnkronos)