DEPORTATI: BERSAGLIO (2) - NUMERO INCERTO VITTIME
DEPORTATI: BERSAGLIO (2) - NUMERO INCERTO VITTIME

(adnkronos/dpa) - Stando alla ricostruzione degli avvenimenti delle ultimissime ore fatta dalle stesse fonti, le milizie dello Sla avrebbero fatto uso di mitragliatrici ed artiglieria pesante (si parla di 15 proietti sparati, contro i deportati, quando questi erano arrivati a meno di un chilometro dalla postazione di Zamraya. Il numero delle vittime e' ancora tutto da verificare. Per ora si ha testimonianza di un deportato ferito gravemente alla testa ed al volto, gia' trasportato in un ospedale nel villaggio vicino di Rashaya dopo essere stato soccorso da un autista libanese.

Il braccio di ferro con le autorita' di Tel Aviv di Beirut ha comunque galvanizzato i deportati. Prima di mettersi in marcia verso il confine israeliano con il Corano in mano, il leader del gruppo, Abdul-Aziz Rantisi, ha urlato: ''non andremo in terra libanese se non in una bara''.

La decisione di Beirut di ricacciare indietro i deportati e' stata adottata per mettere in imbarazzo Tel Aviv. Una passata sentenza dell'Alta Corte israeliana stabilisce infatti la necessita', nei casi di espulsione, del consenso del ''paese ospitante''. Se questo non viene accordato, e nel caso del Libano il consenso non e' mai stato richiesto, il provvedimento va fermato. Di qui la decisione della leadership del paese dei cedri di far smantellare il campo allestito dalla croce rossa nella terra di nessuno ed ordinare ai deportati di dirigersi verso lo stato ebraico, e precisamente Zamraya, distante cinque chilometri dal campo. (segue)

(lar/gs/adnkronos)