DEPORTATI: ISRAELE SPIEGA ''IL DIRITTO A DIFENDERSI''
DEPORTATI: ISRAELE SPIEGA ''IL DIRITTO A DIFENDERSI''

Tel Aviv, 21 dic -(adnkronos)- ''Israele, in quanto stato di diritto, garantisce ai terroristi i diritti che essi non hanno garantito alle loro vittime, assassinate senza pieta' e senza diritto d'appello''. Con una nota diramata dall'ambasciata d'Israele in Italia, il governo Rabin risponde alle critiche internazionali sul provvedimento di espulsione adottato contro oltre 400 attivisti di ''Hamas'', il ''movimento di resistenza islamico'' sostenuto finanziariamente da Teheran ma anche da Riad, e della ''Jihad islamica'', ricordando non solo che entrambe le organizzazioni ''sono rami della 'Fratellanza islamica' estremista che opera nei territori sotto amministrazione israeliana'', ma anche che la Carta del 1988 di ''Hamas'' afferma che ''la liberazione di tutta la Palestina, dal Mare (mediterraneo) al fiume (Giordano) e' il piu' nobile obiettivo strategico'' dell'organizzazione''.

Dopo aver sottolineato che l'ideologia di ''Hamas'' - il cui obiettivo e' ''uccidere tutti gli ebrei'' (volantino n.65, 1990) - respinge il compromesso o la pace con Israele, il governo Rabin puntualizza che lo stato ebraico ''non ricorre alla pena capitale'' ma ''sceglie di espellere semplicemente i terroristi dall'area per un periodo fino a due anni, ritenendo questa esclusione temporanea un modo piu' umano di adempiere al dovere di proteggere la propria popolazione e preservare lo stato dalle minacce contro la sua stessa esistenza''.

Il governo Rabin non manca quindi di accusare il Libano, dove ''non mancano i mezzi'' per accogliere i deportati, di ''sfruttare i 400 attivisti di Hamas per ottenere un vantaggio politico e presentarli al mondo come vittime di una violazione umanitaria, piuttosto che come i terroristi che sono in realta'''. (segue).

(lar/BB/ADNKRONOS)