I FATTI DEL GIORNO. 1/A EDIZIONE (2): L'ESTERO
I FATTI DEL GIORNO. 1/A EDIZIONE (2): L'ESTERO

Addis Abeba. Dopo Mogadiscio anche l'Etiopia si e' rivelata ostile per Boutrous Ghali, e il suo arrivo, in occasione della Conferenza di pace sulla Somalia, e' stato macchiato da una scia di sangue. Mille studenti sono scesi in strada, protestando contro il previsto invio di osservatori dell'Onu in Eritrea, in occasione del referendum che si terra' in aprile per ratificare l'indipendenza dall'Etiopia conseguita l'anno scorso. La polizia ha aperto il fuoco e, secondo le autorita', una persona e' stata uccisa e 16, tra cui tre poliziotti, sono rimaste ferite, ma numerosi testimoni parlano di sette vittime e di un centinaio di feriti. In Somalia, intanto, si avvicina il cambio della guardia. I soldati francesi e americani inizieranno il ritiro dal Paese africano probabilmente intorno al 20 gennaio. Saranno sostituiti da soldati di Paesi del Terzo Mondo. Il Ministro della difesa italiano Salvo Ando' ha dichiarato che allo stato attuale le nostre truppe resteranno dove sono e che comunque un ritiro parziale americano o francese richiederebbe una ridistribuzione di ruoli e una concertazione internazionale.

Ginevra. Sospesi fino a domenica prossima i negoziati per consentire al leader serbo bosniaco Karadzic di consultare il suo Parlamento. Solo i croati hanno sottoscritto finora le proposte di pace dei due copresidenti della Conferenza sull'ex Jugoslavia. Il presidente bosniaco disponibile verso il piano per la cessazione delle ostilita' e i principi costituzionali del nuovo Stato, non approva la divisione in dieci province. Qualche passo avanti, tendono comunque a sottolineare sia Vance che Owen, e' stato fatto. ''E' venuto il momento della verita', ha affermato Owen, dovremo sapere chi rifiuta il piano di pace, considerare come persuaderlo e possibilmente anche forzarlo a tornare alla tavola dei negoziati''.

Gerusalemme. Decine di palestinesi arrestati nei territori occupati dopo l'uccisione di un agente dello ''Shin Beth'', il servizio segreto israeliano, per la quale le autorita' di Tel Aviv accusano il movimento islamico di Hamas. Secondo fonti libanesi, si preparerebbe la deportazione di altri 1200 militanti islamici, o sospetti tali. Le indagini avrebbero accertato che il responsabile dell'omicidio e' un informatore dei servizi segreti, che avrebbe portato via anche dei documenti importanti. Il movimento di Hamas non ha finora rivendicato l'assassinio, ma non ha nemmeno escluso una propria responsabilita'. Intanto nella terra di nessuno fra Israele e Libano, i 415 deportati hanno accolto con ''piacere'' la notizia dell'uccisione di Haim Nahmani.

Dacca. Almeno cinque persone sono state uccise dalla polizia del Bangladesh che ieri mattina ha aperto il fuoco contro una folla di oltre 50 mila integralisti musulmani in marcia di protesta verso la frontiera con l'India. Un centinaio di altri manifestanti sono rimasti feriti. la sparatoria al confine e' stata l'epilogo di giorni di tensione crescente. Gli integralisti, partiti a piedi sabato dalla capitale Dacca, hanno raccolto per la strada un numero sempre maggiore di credenti decisi a raggiungere Ayodhya, il centro dell'India in cui lo scorso 6 dicembre gli integralisti indu' hanno distrutto la famosa moschea. (segue)

(red/zn/adnkronos)