CASO GIARDINA: IL CSM (2) - UN CASO COMINCIATO UN ANNO FA
CASO GIARDINA: IL CSM (2) - UN CASO COMINCIATO UN ANNO FA

(adnkronos) - I giudici della consulta avevano infatti stabilito che per scegliere i candidati alla direzione di un ufficio giudiziario si dovesse passare per una ''leale cooperazione'' fra i due organi che la legge vuole impegnati nella scelta: l'apposita commissione del Csm e il ministro della giustizia. Per attuare questa leale cooperazione occorre che fra i due organi sia svolta una ''adeguata attivita' di concertazione'', ovvero una convicente dimostrazione di buona fede nel sostenere ciascuno le proprie scelte, quando queste siano divergenti o in contrapposizione.

Della nomina di Giardina se ne comincio' a parlare piu' di un anno fa e la pratica resto' sospesa in attesa della sentenza della consulta. Ora ''non avendo il ministro 'nulla da aggiungere alle motivate e ribadite osservazioni in ordine ai nominativi proposti''' la commissione ritiene ''compiutamente svolta l'attivita' di concertazione, ancorche' non sia stato raggiunto un accordo nella scelta del candidato''. Cosi' dopo aver licenziato la pratica Bressani respinge qualsiasi ''rilievo concernente il preteso tentativo della commissione di limitare i poteri del ministro in sede di concerto''.

Inoltre nelle ultime due lettere inviate da Martelli al Csm ci sono elementi che hanno destato preoccupazione fra i consiglieri , i quali sottolineano che in base alle ''indicazioni di metodo della stessa corte'' costituzionale ''e' parso legittimo (oltre che fondato) il richiamo ai 'tempi ragionevoli''' che la stessa corte aveva fissato per l'attivita' di concertazione e alla leale cooperazione, anche alla luce del lavoro svolto dai componenti della commissione e dal ministero di Via Arenula ''in questi mesi'' in cui e' stata esaminata la pratica Giardina. (segue)

(and/PE/ADNKRONOS)