I FATTI DEL GIORNO. 2/A EDIZIONE (2): L'ESTERO
I FATTI DEL GIORNO. 2/A EDIZIONE (2): L'ESTERO

Bagdad. E' stato di 19 morti, quattro civili e 15 militari, e 15 feriti, sette civili ed otto militari, il bilancio delle vittime del raid alleato di ieri sera contro le basi missilistiche e i centri radar che Saddam Hussein aveva piazzato giorni fa a ridosso del 32esimo parallelo sconfinando oltre la ''no fly zone''. Lo ha reso noto il Comando Generale delle Forze Armate irachene. Gli 87 velivoli americani, i sei caccia inglesi e i sei caccia francesi che per tre ore hanno bombardato l'area avrebbero distrutto, secondo un dispaccio dell'esercito di Baghdad, case e quartieri di Bassora e al Najaf, mentre i danni alle istallazioni irachene vengono definiti ''leggeri''. '' L'Iraq rispondera' sicuramente all'attacco'' ha detto il vice primo ministro Tareq Aziz precisando che ''gli aggressori non hanno raggiunto i loro obiettivi''. Circostanza confermata in un'intervista alla Abc dal consigliere presidenziale per la sicurezza nazionale Brent Scowcroft, ha ammesso che sono stati distrutti solo ''circa la meta''' degli obiettivi prefissati. Frattanto Baghdad tenta la carta del Vaticano ed invia a Roma l'ambasciatore accreditato presso la Santa Sede, Wisam Al zahawi, per cercare di sensibilizzare le autorita' ecclesiastiche sull''aggressione subita dagli Stati Uniti ed i suoi alleati''.

Ruegen. Sono quasi certamente 59 le vittime del gravissimo incidente in mare accaduto stamane, 15 miglia al largo dell'isola tedesca di Ruegen, in seguito al rovesciamento di un traghetto polacco, il ''Jan Heweliusz'', con 68 persone a bordo - 29 membri dell'equipaggio e 39 passeggeri secondo l'armatore ''Euroafrika'' - in piena tempesta con raffiche di vento sino a 160 chilometri orari e onde alte oltre cinque metri. A bordo non vi erano cittadini italiani: le vittime sono di nazionalita' tedesca, svedese, danese, ungherese, austriaca, turca, cecoslovacca e dell'ex Jugoslavia. Dopo essere riusciti a salvare solo nove persone, tre delle quali ''in condizioni critiche'', ed a recuperare nove corpi, i soccorritori hanno dovuto sospendere le ricerche, ostacolate dal maltempo. Le nove persone salvate, tutti membri dell'equipaggio, sono state ricoverate in una clinica tedesca di Stralsund con sintomi di ipotermia. Infatti la temperatura dell'acqua era di circa zero gradi centigradi, vale a dire una temperatura alla quale generalmente non si resiste piu' di 40 secondi secondo gli esperti.

Mogadiscio. I militari italiani del battaglione San Marco hanno sequestrato nella zona del porto vecchio di Mogadiscio un cannone e venti colpi pronti all'uso nel corso di un rastrellamento di armi per le vie della citta'. Lungo la polverosa strada che unisce la capitale somala a Jalalassi e' stato sorpreso un somalo in possesso di circa mille metri di miccia detonante. Continua intanto l'opera di scorta agli aiuti umanitari destinati alla popolazione. Pattuglie della brigata paracadutisti Folgore hanno sorvegliato il trasporto di circa 20 tonnellate di viveri in diversi punti di Mogadiscio. In due successive sortite i G-222 dell'aeronautica hanno fatto giungere a Jalalassi viveri e medicinali raccolti dall'organizzazione umanitaria 'Save the children'.

Parigi. Il parlamento dell'autoproclamata repubblica serba della Bosnia dovra' decidere entro i prossimi sei giorni se accettare o meno il piano di pace proposto dai due copresidenti della conferenza sulla ex Jugoslavia, Cyrus Vance e Lord Owen. L'''ultimatum'' e' stato notificato questa mattina AL termine di una riunione straordinaria di due ore a Parigi dei ministri degli esteri dei Dodici. Intanto il capodanno ortodosso e' stato ''festeggiato'' dalle truppe di occupazione in Bosnia Erzegovina e Croazia con un pesante cannoneggiamento sui centri abitati e paesi che si trovano sull'altro versante del fronte. A Srebrenica e' stato comunicato in via ufficiale che nelle ultime 24 ore sono morte altre 17 persone tra le quali donne e bambini. La causa dei decessi non sono gli incessanti bombardamenti serbi ma la fame e il freddo. L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha provveduto all'invio oggi di un convoglio di camion con 80 tonnellate di aiuti umanitari alla citta' orientale di Zepa - i cui 35mila abitanti sono isolati da mesi - senza l'approvazione della parte serba. (segue)

(red/zn/adnkronos)