INSEDIAMENTO: UN DISCORSO MOLTO KENNEDIANO (2)
INSEDIAMENTO: UN DISCORSO MOLTO KENNEDIANO (2)

(adnkronos) - Tutta la costruzione del discorso, che ha richiesto poco piu' di quindici minuti, ha avuto una struttura molto secca, con frasi semplici e incisive, articolate sui concetti base di rinnovamento, primavera, servizio sociale. Clinton, che aveva la traccia del discorso in mano, ma ha sempre parlato senza leggere, ha esordito: ''concittadini, oggi celebriamo il mistero del rinnovamento americano. Questa cerimonia si svolge nel profondo inverno, ma noi forziamo in questo momento l'ingresso della primavera, la primavera della piu' antica democrazia, per reinventare l'America. Quando i nostri padri dichiararono la nostra indipendenza, sapevano che l'America per durare avrebbe dovuto imparare a cambiare. Non cambiare per amore del cambiamento ma per portare avanti la liberta'. La nostra missione non ha tempo. Ogni generazione deve definire che cosa vuol dire essere americano''.

A questo punto, ''a nome della nazione'', Clinton ha salutato il suo predecessore, che si e' alzato e ha risposto con un inchino, salutato da un caloroso applauso cui si e' unito lo stesso 42mo presidente. Clinton ha quindi ripreso a parlare, salutando i milioni di uomini e donne che con l'impegno e il sacrificio hanno contribuito a costruire l'America, una generazione che oggi sorge dalle ceneri della Guerra fredda ''verso il sole della liberta''. Un'America che ha ancora la piu' forte economia del mondo, ma stagnante, con mille problemi, in cui ''molti lavorano duro per meno, e molti nonlavorano affatto, con le imprese piccole e grandi minacciate dalla bancarotta. (segue)

(cab/BB/ADNKRONOS)