INSEDIAMENTO: UN DISCORSO MOLTO KENNEDIANO (4)
INSEDIAMENTO: UN DISCORSO MOLTO KENNEDIANO (4)

(ADNKRONOS) - Qui, dopo la frase kennediana del non aspettarsi nulla per niente, un appello dagli accenti davvero populistici: davanti al Campidoglio, questo luogo spesso di intrighi e calcoli, di discussioni su chi sale e scende, su chi vince e perde, dimenticando chi suda e chi fatica e paga per il nostro mantenimento, l'appello accorato: ''basta con tutto cio', gli americani meritano di piu', non mettiamo a tacere la voce della gente, ascoltiamo il dolore ma anche le promesse dell'America. Diamoci un governo per i nostri domani non per i nostri ieri. Ridiamo il potere a coloro cui appartiene''.

Quindi il rapido passaggio dedicato alla politica estera, con giudizi velocissimi e taglienti: non ci sono piu' divisioni, ma tutto, economia, ambiente, la corsa alle armamenti, tutto ci condiziona in un mondo piu' libero ma neno stabile. Il comunismo e' andato, ma ci sono nuovi pericoli. Gli stati uniti continueranno a contribuire alla guida di questo mondo e non allontaneranno le responsabilita' ne' le opportunita' di questo nuovo mondo. ''Quando i nostri vitali interessi saranno minacciati, agiremn, con pacifica diplomazia quando possibile, con la forza quando sara' necessario. Ma la nostra forza piu' considerevole sara' la potenza delle nostre idee''. E gli Stati Uniti saranno con coloro che si battono per gli stessi ideali: ''la loro causa e' la nostra causa''. (segue)

(cab/ZN/ADNKRONOS)