DEPORTATI: LA CORTE (2) - SCIOPERO DELLA FAME
DEPORTATI: LA CORTE (2) - SCIOPERO DELLA FAME

(adnkronos/dpa) - L'avvocato dei deportati Feldman ha infatti spiegato che ''chiunque voglia esercitare il proprio diritto alla difesa e presentare ricorso lo potra' fare e questo e' cio' per cui ci siamo battuti''. Tuttavia, forti della risoluzione 799 del Consiglio di Sicurezza che chiede il loro immediato rimpatrio nei territori occupati, i deportati -sinora rifiutatisi di presentare appello per evitare la legittimazione implicita del provvedimento di espulsione- hanno annunciato stamane uno sciopero della fame per protestare contro il verdetto dell'Alta Corte.

''Israele paghera' a caro prezzo la sua decisioone e la testardaggine. Resteremo fra queste rocce e non accetteremo mai di andare in Libano od altri paesi arabi'' ha detto il dottor Abdel Aziz Rantisi, portavoce del gruppo dopo aver appreso della decisione dell'Alta Corte alla radio. E' inoltre ancora fresco nella memoria dei palestinesi il caso di Fahd Kawasmeh, deportato nel 1980. Allora un consiglio militare si riuni' in Cisgiordania per esaminare e quindi respingere il ricorso del sindaco di Hebron.

Fonti diplomatiche a Gerusalemme hanno dichiarato che Israele si concentrera' ora su iniziative a livello diplomatico per ''prevenire risoluzioni ostili'' del Consiglio di Sicurezza dell'Onu: stando alle ultime notizie in arrivo da Washington, l'amministrazione Clinton sembra intenzionata comunque ad esercitare il potere di veto nel caso di proposte di risoluzioni punitive per lo stato ebraico, che ha fatto pressioni sul palazzo di vetro perche' il dibattito sulla questione deportati fosse rinviato sino al verdetto dell'Alta Corte. (segue)

(lar/gs/adnkronos)