DEPORTATI: LA CORTE (NUOVO) (2) SCIOPERO DELLA FAME
DEPORTATI: LA CORTE (NUOVO) (2) SCIOPERO DELLA FAME

(adnkronos)- Anche se un avvocato che si e' battuto per il rispetto dei diritti umani ha salutato come ''una quasi totale vittoria'' la possibilita' di ricorrere concessa ai deportati, l'avvocato Leah Tsemel ha bollato il verdetto come ''una catastrofe, uno schiaffo in faccia a quanti lottano per i diritti umani perche' con questa sentenza si afferma la possibilita' di espellere anche 4000 (sic) palestinesi 'individualmente'''. Quanto ai deportati, la prima reazione degli uomini costretti da 42 giorni nella terra di nessuno al confine col Libano meridionale e' stata quella di annunciare uno sciopero della fame ad oltranza per ''denunciare al mondo le atrocita' del governo israeliano''.

Forti della risoluzione 799 del Consiglio di Sicurezza che chiede il loro immediato rimpatrio nei territori occupati, i deportati si rifiutano di presentare appello per evitare la legittimazione implicita del provvedimento di espulsione. L'Alta Corte ha tuttavia previsto la revisione di ogni singolo caso di espulsione anche in assenza di esplicita richiesta dei deportati.

''Israele paghera' a caro prezzo la sua decisione e la testardaggine. Resteremo fra queste rocce e non accetteremo mai di andare in Libano od altri paesi arabi'' ha detto il dottor Abdel Aziz Rantisi, portavoce del gruppo dopo aver appreso della decisione dell'Alta Corte alla radio. E' inoltre ancora fresco nella memoria dei palestinesi il caso di Fahd Kawasmeh, deportato nel 1980. Allora un consiglio militare si riuni' in Cisgiordania per esaminare e quindi respingere il ricorso del sindaco di Hebron. (segue).

(lar/BB/ADNKRONOS)